Mercoledì, 23 Agosto 2017
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Smart City tra MISE ed ANCI

PN Smart City 2015

Da settembre di quest’anno, una task force del Ministero dello Sviluppo Economico (MISE) presieduta dal sottosegretario Simona Vicari, sta elaborando una serie di strategie legate alla politica industriale prima di lanciare un piano nazionale per promuovere le città ed i comuni intelligenti, ovvero le smart city.

Come dichiarato dalla stessa Vicari: “Si tratta dell’ultimo passo prima della presentazione ufficiale del programma destinato a rivoluzionare l’urbanistica, la tecnologia e i servizi delle nostre città. La task force ci permette di poter vagliare al meglio tutti gli aspetti legati alle politiche industriali nelle loro diverse caratteristiche, dalle reti alle imprese”.

Questo programma sarà orientato a favorire le reti elettriche intelligenti e connesse alle infrastrutture di banda larga, una rivoluzione urbanistica grazie all’apporto di tecnologie ad impatto zero e al ruolo delle start up altamente innovative.

Negli ultimi anni, molti comuni italiani hanno avviato progetti di Smart City con alto contenuto innovativo e sociale, come i pali intelligenti, la mobilità sostenibile tramite Apps che indicano i parcheggi per persone con disabilità, i nuovi sistemi di sicurezza con reti di videosorveglianza, reti intelligenti per l’energia, etc.

Una buona parte di questi progetti sono solo in fase sperimentale, quindi non abbiamo ancora modo di poter verificare quanto sia l’effettivo risparmio in termini economici e ambientali, si hanno solo dei dati previsionali con un risparmio di 4,2 miliardi di euro ed una riduzione di 7,2 milioni di tonnellate di CO2.

Se da un lato il MISE sta ultimando il suo piano nazionale sulle smart city, l’ANCI con il suo Osservatorio Nazionale Smart City ci permette di avere un dettaglio dei nostri comuni italiani, raccogliendo pratiche, conoscenze di oltre 120 comuni italiani; inoltre, esiste una piattaforma Italian Smart Cities nella quale sono presenti più di 1200 progetti di innovazione urbana. Da un’intervista fatta ad Antonella Galdi (Responsabile Innovazione ANCI – fonte Canale Energia) si comprende come la diversificazione territoriale abbia creato tre raggruppamenti: nuclei di grandi città, comuni medi e contesti urbani; i nuclei di grandi città sono stati favoriti dai programmi europei che hanno permesso di definire dei percorsi strutturati in ambito smart city, i comuni medi che sono intervenuti con sperimentazioni e applicazioni a regime su settori specifici, ed infine i contesti urbani che “appaiono ancora in ritardo rispetto all’adozione di modelli di pianificazione e interventi basati sull’integrazione delle reti, dei servizi e degli attori territoriali” (Galdi).

Di sicuro, la spinta maggiore che si può dare ai processi virtuosi, può venire se c’è sempre di più una maggiore cooperazione tra il settore pubblico e privato: “il settore pubblico e quello privato devono collaborare a trovare modelli di sostenibilità economica condivisi sulle diverse tipologie di intervento innovativo, sia per presentarsi in maniera più strutturata di fronte ai soggetti bancari, sia per utilizzare modalità, penso in primis alla concessione di servizi, che si basino sul saving di costi generato dall’utilizzo di una nuova applicazione, che possa quindi da un lato portare un beneficio al bilancio comunale e dall’altro ripagare l’investimento del privato. Si tratta, in pratica, di ampliare un modello di intervento già consolidato nell’ambito dell’efficientamento energetico.”

L'informazione geografica e il geospatial è l'infrastruttura di base per la crescita delle smart cities, in special modo nelle città storiche.

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