Domenica, 22 Ottobre 2017
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POLIMI: Primo Smart City Report

#POLIMI2015

Milano, 29 Ottobre 2015, è stato presentato dal Politecnico di Milano Graduate Business School (POLIMI) la prima edizione dello Smart City Report, dove è stato fatto un quadro del concetto di Smart City rivolto alle soluzioni tecnologiche abilitanti, agli stakeholder e business leader dei progetti di Smart City ed infine ai modelli di finanziamento.

A partire dall’analisi delle principali esperienze in tema Smart City ad oggi realizzate a livello italiano ed internazionale, sono stati individuati ed approfonditi i possibili modelli realizzativi “vincenti”, dati da una diversa articolazione della triade tecnologia- attori-finanziamento, che potranno abilitare una diffusione su ampia scala delle Smart City; è stata fatta una stima del volume d’affari atteso nel prossimo quinquennio derivante dalla futura realizzazione di progetti Smart City in Italia, corredata da una valutazione dei benefici di natura “sistemica” derivanti da tali progetti.

Dal report risulta che la differenza non è data dalle tempistiche degli investimenti, né dalla localizzazione geografica ma dalla scelta di un corretto “business model”. Chi seleziona quali strategie applicare per originare il cambiamento in smart city deve scegliere un approccio organico agli interventi e non farsi frenare dalla burocrazia.  Nell’analisi delle prime 50 città italiane ordinate per numero di abitanti è emerso che ben 16 di queste, il 32%, non hanno intrapreso nessun progetto significativo in ambito smart city, 7 hanno un numero interessante di progetti in atto e 13 sono nella fascia intermedia. Per accelerare la trasformazione in città intelligente, oltre a scegliere un modello di business organico, le città italiane devono incrementare le partnership PPP (pubblico-privato), per aumentare le risorse a disposizione.

Troppo spesso in Italia i progetti nascono in maniera puntiforme e non sono coordinati da una roadmap che tenga conto di tutti gli aspetti dell’ecosistema cittadino, per questo gli investimenti in questo senso sono ancora contenuti quando potrebbero raggiungere 65 miliardi di euro, una cifra 7 volte più grande di quella attuale. Di questo enorme potenziale, la parte che può tradursi in mercato reale da qui al 2020 è pari a 10 miliardi di euro (previsione), solo il 16% del mercato teorico, ma con un volume annuo di investimenti di circa 2 miliardi di euro all’anno, ossia con una progressione doppia rispetto al ritmo medio degli investimento tenuto nell’ultimo quinquennio. La trasformazione può essere realizzata solo se gli attori in gioco saranno in grado, attraverso una cabina di regia condivisa e forme di finanziamento PPP appositamente studiate, di sopportare gli orizzonti di investimento e l'invasività di questi interventi.

(Fonte: Rinnovabili)

L'informazione geografica e il geospatial è l'infrastruttura di base per la crescita delle smart cities, in special modo nelle città storiche.

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