Martedì, 22 Agosto 2017
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Smart City, Finanziamenti ed Europa

Smart Cities

L'Europa ed i vari programmi di finanziamento, tra cui Horizon2020, sono di sicuro degli ottimi canali per trainare le città del futuro, le Smart Cities, verso una sostenibilità, una vivibilità ed un dinamismo economico migliori; in aggiunta, il mondo dell'Internet of Things sta spingendo di più le soluzioni ed i servizi nella direzione delle città del futuro, soprattutto accelerandone ove possibile il processo di cambiamento.

Riportiamo di seguito alcune riflessioni da parte del Dr. A. Perego (direttore Osservatori Digital Innovation, Politecnico di Milano) e della Dr.ssa A. Tumino (direttore Osservatorio Internet of Things, Politecnico di Milano):

Il 70% dei comuni italiani con popolazione superiore ai 40.000 abitanti ha avviato almeno un progetto Smart City negli ultimi 3 anni ma questo dato – apparentemente molto positivo - non deve trarre in inganno. Le città italiane (e non solo) sono ancora lontane dal poter essere definite realmente “smart”: la maggior parte delle iniziative si trova ancora in fase sperimentale, solo nel 30% dei casi sono inserite in un programma Smart City strutturato volto a migliorare la vivibilità, sostenibilità e il dinamismo economico delle nostre città. Le ragioni di questa situazione sono molteplici, ma – come mostrano i risultati dell’Osservatorio Internet of Things- sono riconducibili a due elementi principali: la mancanza di risorse economiche e la mancanza di competenze adeguate.

Senza dubbio la capacità di spesa dei comuni italiani si è ridotta negli ultimi anni, ma bisogna riuscire a passare dal concetto di “spesa” a quello di “investimento”. Non è una questione meramente terminologica: è necessario ri-partire dai benefici concreti, in termini di efficienza, miglioramento dei servizi esistenti e ideazione di servizi completamente nuovi. Le tecnologie digitali sono un elemento abilitante essenziale per il raggiungimento di questi benefici, che in diversi casi portano anche a risparmi monetizzabili. Ad esempio, abbiamo stimato che una adozione pervasiva a livello di sistema paese di soluzioni Internet of Things per l’illuminazione pubblica, la gestione dei rifiuti e la mobilità urbana consentirebbe a cittadini, pubbliche amministrazioni e aziende di risparmiare complessivamente 4,2 miliardi di euro all’anno. Oltre ad agire sui benefici, è importante lavorare bene anche sui costi per la realizzazione di progetti Smart City, sfruttando le sinergie. Parlando di progetti che utilizzano le tecnologie Internet of Things, questo si traduce nel mettere a fattor comune l’infrastruttura di comunicazione tra più applicazioni in ottica Smart Urban Infrastructure (SUI). Tutto questo deve andare di pari passo alla definizione di opportuni modelli di finanziamento, che non passino solo da bandi ministeriali o europei (che comunque vanno sfruttati al meglio visto che le risorse in gioco sono importanti: l’UE ha stanziato oltre 85 miliardi di euro tra il 2014 e il 2020, principalmente nell’ambito del programma Horizon 2020).

Nel tema delle competenze, servono indicazioni chiare fornite a livello centrale: fino ad oggi abbiamo assistito a ministeri che andavano avanti ciascuno per la propria strada e più in generale è mancata una chiara strategia dei governi sul tema Smart City. I tentativi fatti per cercare di mettere “ordine” e riutilizzare le conoscenze già sviluppate non hanno portato finora a risultati concreti e mancano ancora delle linee guida chiare. Il tema Smart City però a nostro avviso non può essere gestito unicamente dal centro, pena l’immobilismo dell’intero sistema. E’ compito importantissimo delle Pubbliche Amministrazioni Locali partire dalla conoscenza profonda del territorio e delle sue esigenze per declinare nel modo più opportuno la strategia Smart City. I comuni stessi però denunciano ancora la mancanza di competenze adeguate per selezionare e gestire i progetti Smart City. Serve fare sistema sia tra comuni diversi, in modo da ridurre i costi ed evitare duplicazioni di attività, sia all’interno del comune stesso, sviluppando un programma Smart City che consenta di inquadrare più iniziative all’interno di un disegno coerente. Prendiamo come esempio la mobilità. L’approccio attuale è quello di sviluppare tanti progetti verticali volti a migliorare singoli aspetti: il trasporto pubblico, fornendo dati sui tempi di attesa dei mezzi; la definizione dei percorsi, dando indicazioni sul livello di traffico in tempo reale; la ricerca dei parcheggi, segnalando la disponibilità degli stalli. Un approccio integrato alla mobilità richiede di fare un passo in più, creando un sistema di infomobilità multi-modale che consideri tutti i mezzi di trasporto (auto, treni, bus, metro, biciclette) e agevoli i cittadini nella definizione della combinazione di mezzi più adatta alle specifiche esigenze e preferenze.

(Fonte: Agenda Digitale)

L'informazione geografica e il geospatial è l'infrastruttura di base per la crescita delle smart cities, in special modo nelle città storiche.

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