Domenica, 22 Ottobre 2017
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Essere una smart city: migliorare le applicazioni

Essere una smart city

Lo sviluppo economico, l'e-commerce, l'e-government, le amministrazioni che si digitalizzano, il trasporto e l'ottimizzazione energetica sono i domini più ambiti dalle nuove soluzioni per rendere le città intelligenti; tuttavia, l'impatto di ciascuna applicazione pensata per una smart city, è alla fine limitato ed è piuttosto raro trovare documenti che descrivano in dettaglio il perchè.

Una delle possibili cause di questa limitata efficacia potrebbe trovarsi nelle ontologie delle applicazioni create, nel modo con cui queste interagiscono con i problemi e con le esigenze delle città, piuttosto che nelle tecnologie stesse. Il problema potrebbe essere legato al concetto delle applicazioni e delle funzioni urbane, che alla capacità di programmazione, alle fonti dei dati, alla modellazione o a qualsiasi altro aspetto inerente alle tecnologie usate nelle soluzioni per le smart city.

La vita reale delle città, la qualità della vita e lo sviluppo economico sono identificati da una serie di azioni che codificano la pratica quotidiana dei cittadini, di organizzazioni e governi. Le applicazioni devono agire su queste azioni, migliorarle attraverso l'introduzione di modi di fare nuovi e più efficaci; tuttavia, è l'ontologia di un'applicazione che definisce il suo potenziale di risoluzione dei problemi. Le tecnologie di comunicazione e la programmazione potrebbero essere fattori abilitanti che alimentano solo la risoluzione di problemi euristici delle applicazioni. Il collegamento tra le applicazioni e le città intelligenti è nel cambiare le abitudini, due variabili sono chiave perchè le applicazioni siano efficaci: in primo luogo, i domini delle città che sono interessati dall'applicazione, e in secondo luogo, i processi di conoscenza e di innovazione che sono attualizzati dall'applicazione. Una soluzione potrebbe essere studiare l'ontologia complessiva della città intelligenti e le ontologie delle singole applicazioni.

Un gruppo di ricercatori dell'Università di Salonicco (Grecia) ha analizzato questo basso impatto delle applicazioni; nello specifico, è stato valutato l'impatto delle applicazioni per smart city con variabili relative al sistema urbano, allo spazio digitale di applicazione e ai processi di conoscenza derivati.

Nella maggior parte dei casi il potenziale di innovazione di queste applicazioni è incrementale, vicino al prodotto o l'innovazione di processo per l'organizzazione, questo vuol dire che si possono introdurre delle novità su piccola scala, senza provocare ampi cambiamenti a livello di sistema. Le classi della maggior parte delle applicazioni smart city si concentrano sui problemi urbani strettamente definiti, impedendo di avere un impatto significativo e allo stesso modo, le ontologie delle applicazioni hanno un orizzonte molto ristretto di eventi rispetto alla complessità dei sistemi urbani. Le innovazioni introdotte dalle applicazioni riferiscono fortemente a variabili relative all'ontologia della città, al secondo livello di conoscenza dei processi sostenuti dalle applicazioni, e non hanno alcune relazione con lo spazio digitale creato dall'applicazione. Quindi si potrebbe dire che l'intelligenza di una città è un prodotto di coinvolgimento dei cittadini piuttosto che della tecnologia per smart city.

I risultati ottenuti dai ricercatori mostramo come queste analisi possono avere delle implicazioni significative per la progettazione e lo sviluppo di applicazioni smart city; per migliorare la loro efficacia ed il loro impatto, oltre ai loro parametri (i.e città di riferiemento, interfaccia utente, estetica, dati e programmazione), la priorità dovrebbe essere data alla progettazione della loro ontologia, al rapporto con l'ontologia generale di una smart city, alle classi ed alle proprietà contenute nella domanda. Il potenziale di innovazione a livello più alto dovrebbe essere definito come l'obiettivo strategico del progetto, ed i processi di conoscenza in grado di sostenere questo elevato livello di innovazione dovrebbero essere progettati ed organizzati meglio attraverso lo spazio digitale dell'applicazione. Una serie di strategie possono contribuire a migliorare il successo e l'impatto delle applicazioni, come la progettazione di gruppi di applicazioni invece di soluzioni indipendenti, come lavorare con grandi entità urbane (i.e distretti, gruppi, comunità, etc..), come la creazione di soluzioni che sostengano la crescita professionale del capitale umano o come dare priorità ad applicazioni che influiscano sul sistema di innovazione della città piuttosto che sul lavoro giornaliero della città.     

Chi progetta applicazioni per smart city deve dialogare con esperti urbani e di innovazione, coinvolgere l'utente e la sua esperienza, condividere le competenze, aumentando le probabilità di scoprire nuove idee e intuizioni per l'innovazione.

(Fonte: Journal of Smart Cities, vol I: 31-46)

 

L'informazione geografica e il geospatial è l'infrastruttura di base per la crescita delle smart cities, in special modo nelle città storiche.

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