Domenica, 17 Dicembre 2017
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Glasgow: la city con luci intelligenti, apps innovative e servizi stile uber

Smart Living

Le smart cities sono spesso immaginate come ambienti urbani connessi con tutto e dove tutto funziona automaticamente. Alcune città sono anche in grado di vantare WiFi diffusa e cassonetti intelligenti, tuttavia la realtà spesso è un pò meno tecnologica o comunque non sempre le cose funzionano bene.

La città di Glasgow, invece, si sta proponendo tra quelle city capaci di invertire questa tendenza con progetti smart city finanziati per dimostrare l'applicabilità di dati aperti e di internet delle cose (IoT) in ambienti urbani.


"Ci è stato chiesto di dimostrare il valore della tecnologia smart city in scala e in uso, e abbiamo avuto solo due anni per farlo", così commenta l'architetto Colin Birchenall, responsabile di un grande progetto dimostrativo nella città di Glasgow che si è concentrato su quattro aree principali di infrastrutture urbane: la salute, l'energia, i trasporti e la sicurezza pubblica.

Il primo progetto è stato sviluppato sul LED applicato ai lampioni intelligenti distribuiti in tre sedi e connessi creando una rete nella città. L'obiettivo è quello di ridurre il consumo di energia, favorire la sicurezza dei cittadini e aiutare i servizi di emergenza.

"Siamo stati in grado di costruire una rete machine-to-machine con la rete dei lampioni. Abbiamo implementato i sensori nella rete wireless in modo che i lampioni possano interagire con il contesto" (Birchenall).

Le luci sono controllate a distanza e in caso di emergenza forniscono fino al 30% di luce in più in modo da aiutare le squadre di soccorso; inoltre, la possibilità di regolare la luce permette anche una riduzione del 70% dei consumi energetici in scenari standard. Altre caratteristiche di questa rete di illuminazione intelligente includono la possibilità di monitorare i disturbi di strada attraverso il rilevamento del rumore, di misurare il calpestio con sensori di movimento, di rilevare i livelli di inquinamento atmosferico, e di offrire un servizio Wi-Fi illimitato per i cittadini. Tutti questi sono sistemi controllati da un centro operativo centralizzato, che lavora insieme ai sistemi di gestione del traffico, allo spazio CCTV pubblico ed alla polizia che può avere così a disposizione strumenti di intelligence per controllare il territorio.

Il secondo progetto realizzato è stato quello di lavorare insiema alla ScottishPower Energy Networks e alla Siemens per collegare la rete di distribuzione elettrica della città con gli edifici introducendo funzionalità "intelligenti" per la gestione dei consumi energetici.

"Il progetto che abbiamo intrapreso era quello di integrare in modo digitale le reti con i sistemi di gestione su 10 edifici comunali, tra cui la bellissima Biblioteca Mitchell,", ha detto Birchenall.

Le caratteristiche energetiche di una smart city come Glasgow si estendono anche ai cittadini, alle imprese che ricevono raccomandazioni su come risparmiare energia tramite un'APP, in cambio i cittadini possono dare il permesso ad utilizzare i loro dati di consumo energetico. Questo ha creato un processo a doppio senso in cui gli utenti di un'APP possono essere più efficienti nel risparmio, e le autorità cittadine possono identificare le aree di alto consumo energetico e lavorare su come rendere la città più efficiente, utilizzando tali dati.

Le APP svolgono un ruolo importante in una smart city, in particolare nella ricerca di modi per affrontare i problemi legati alla salute, al sociale ed al trasporto.

Birchenall ha spiegato che questo progetto smart city ha fatto riferimento anche ai nuovi modelli di business, come ad esempio il modello sviluppato da Uber; infatti, sulla base di Uber è stata sviluppata un'APP che consente ai guidatori di flotte di agire nell'amibito del trasporto sociale di Glasgow, ovvero la possibilità di trasportare bambini ed adulti con esigenze particolari o altre persone che necessitano di servizi di assistenza. Con questa APP è possibile fare una migliore pianificare, gestire percorsi ed offrire un servizio più reattivo e on-demand.

Glasgow offre anche un'APP progettata per incoraggiare uno stile di vita più attivo, ad esempio con la bici; i dati che i cilclisti rendono open, vengono usati dagli urbanisti per avere un quadro più chiaro delle aree locali che potrebbero trarre beneficio dagli investimenti in infrastrutture ciclabili.

Questa città ha altre iniziative in corso per dimostrare il suo potenziale di città intelligente, ma tutto questo sviluppo è senza dubbio sostenuto dai grandi dati, ed in particolare dai dati aperti. Birchenall ha spiegato che i dati aperti permettono di differenziare una città intelligenti da una città che ha solo una rete di sistemi e dispositivi connessi: "Abbiamo voluto dimostrare che le città intelligenti, nonostante quello che viene detto, non sono solo IoT."  "L'aspetto più importante di una città sono i cittadini, quindi cercare di realizzare progetti che dimostrino realmente il nostro impegno preso con loro." Sostenere tutti questi dati aperti non è un compito facile, secondo Birchenall: "Le città riescono a malapena a gestire tutte le informazioni che sono disponibili, figuriamoci con questa nuova ondata di informazioni che sta arrivando."

Utilizzare un cloud che fornisca una piattaforma in grado di sostenere numerose applicazioni e di gestire quantità enormi di dati, vuol dire avere per una città un sistema che possa funzionare con le future implementazioni IoT e che il processo sia di tipo scalabile.
"Possiamo cominciare a combinare insiemi i dati, e questo ci può dare dei nuovi indizi su come funziona la città", ha detto Birchenall, "ad esempio, unendo set di dati differenti, è stato possibile creare l'indice di affari di Glasgow." Questo dato è aperto e può essere utilizzato dai commercianti per prevedere dove la loro attività avrà un impatto e consentire ai rivenditori di migliorare le loro performance di business, facendo un confronto con l'attività in corso nel centro della città.

I set di dati misti possono, quindi, essere utilizzati per valutare come e dove si potrebbero fornire servizi migliori; in particolare, quando si tratta anche di pianificare la riqualificazione urbana, questi dati possono avere un effetto positivo riducendo il tempo di attuazione.

Glasgow rappresenta un esempio molto ben riuscito di come una città per essere intelligente abbia bisogno di una combinazione tra hardware, infrastrutture, cloud e software; ma ancora più importante, si è dimostrato che gli obiettivi di una città intelligente e connessa devono essere orientati intorno alle esigenze del pubblico e fornire servizi migliori, devono dare la possibilità alle persone di essere più coinvolti nel futuro della loro città, come la possibilità di accedere ai dati aperti, di capire come usarli e sfruttarli in casi diversi tra loro.

(Fonte: V3.Co.Uk)

 

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L'informazione geografica e il geospatial è l'infrastruttura di base per la crescita delle smart cities, in special modo nelle città storiche.

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