Mercoledì, 26 Aprile 2017
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L'evoluzione di una smart city dipende anche dai modelli di business

Smart City

Ieri vi abbiamo parlato con un nostro articolo (articolo del 18-01-2016) delle azioni che guideranno le smart city per tutto il 2016, azioni che incidono sull'evoluzione di una città, sia da un punto di vista di infrastruttura che di servizi. Tuttavia, l'evoluzione di una città dipende anche dai modelli di business che vanno a definire la sua economia, il benessere e la qualità di vita dei cittadini.

Le nuove tecnologie e l'approccio di tipo bottom-up nei piani delle città comportano dei cambiamenti che richiedono anche la definizione di nuovi modelli di business. L'economia di una città dipende dalla sua capacità di produzione, ovvero dalla capacità di produzione delle persone che a loro volta dipendono dalla risorse disponibili per produrre; più è efficiente l'accesso e l'uso delle risorse maggiore sarà il valore prodotto pro-capite.  Affinchè una città possa diventare intelligente o migliorare la sua intelligenza, è necessario che le infrastrutture siano più efficienti, ovvero che ci sia come primo punto un ripensamento dei processi e non una loro trasposizione che li adatta soltanto da un settore all'altro senza portare nuovi risvolti economici. Tra le tecnologie che permettono di migliorare la capacità di produzione, abbiamo la robotica che nel rivedere i sistemi ed i processi produttivi secondo Industria 4.0, dovrebbero far parte anche delle nuove architetture di produzione. I robot iniziamo sempre di più a far parte della smart city, promettendo di renderla ancora più smart. Automobili senza guidatore (self driving cars) e trasporti pubblici autonomi sono ovvi esempi di questa tendenza. Molte città, tra cui Torino, hanno la metropolitana automatica, senza guidatore… Masdar, ad Abu Dhabi, è un esempio di città con veicoli automatici. Per i prossimi dieci anni possiamo attenderci un crescente numero di veicoli con maggiori capacità di comunicazione tra di loro e con le infrastrutture stradali. La transizione avverrà dolcemente e necessiterà perlomeno più di una decade (almeno tre decadi)  per concludersi. Lentamente, ma certamente, i flussi di traffico nelle nostre città cambieranno e vedremo strade che cambieranno il senso di circolazione, strade a doppio senso che diverranno magari anche solo per pochi minuti a doppio senso. La topologia stessa della città apparirà in continuo divenire.

La tecnologia è ovviamente un fattore abilitante e lo diventa quando è economicamente “abbordabile”. Costruire un’auto in grado di guidare da sola disponendo di 500.000€ oggi non è un problema. Realizzarla ad un prezzo di mercato che non superi del 5% il prezzo di un veicolo a guida umana oggi non è possibile. Ma il costo della tecnologia continua a scendere e quindi nella prossima decade dovrebbe diventare abbordabile.  Si pensi che la tecnologia che sta dentro ad un aspirapolvere “robot”, venti anni fa era pensata per uso militare ed aveva un costo intorno ai 50.000€. Oggi la troviamo sugli scaffali del supermercato. L’aspetto economico è fondamentale, ma altrettanto importanti diventano, nel momento in cui questo sia soddisfatto, aspetti sociali, regolatori, legali ed etici.
La pressione sociale, in quanto consapevolezza diffusa che il passaggio ad auto self-drive e a strutture urbane che collaborino con le auto diminuirebbe drasticamente consumi, migliorerebbe la vivibilità della città valendo quindi l’incremento dei costi personali e della città è un elemento fondamentale. Come pure il collegato aspetto regolatorio che potrebbe imporre, così come è accaduto per l’obbligo di motori sempre meno inquinanti, il passaggio graduale a auto autonome. Legato a questo vi è ovviamente il ruolo dello stato che potrebbe dare un impulso alla transizione attraverso vari strumenti di defiscalizzazione. Più complesso, invece, appare l’elemento legale, specialmente quello legato alla responsabilità.  In caso di danni a cose o persone chi diventa responsabile? Già oggi sono frequenti i casi di contestazione. Nel caso di auto a guida autonoma vengono a cadere alcuni dei presupposti (chi ha fatto cosa, visto che questo risulta completamente registrato sulla black box) pe ril contenzioso ma se ne aprono altri ben più complessi. La responsabilità va alla casa produttrice, a chi ha creato le infrastrutture, a chi le gestisce, ad una non corretta configurazione da parte del proprietario del veicolo… e molte altre ancora. Ancora più complesso appare il problema etico. Immaginate che vi si pari di fronte un ostacolo, magari un bimbo che salta giù dal marciapiede. Cosa fate? Molto probabilmente quello che pensereste di fare a mente fredda non corrisponde a quello che farete doveste trovarvi in quella situazioni: agirete d’istinto, molto probabilmente sterzando per evitare l’ostacolo. Magari facendo questo causereste un incidente ben più grave andando a sbattere contro un’auto che proviene in direzione opposta o finendo sull’altro marciapiede e coinvolgendo altri pedoni.  Tuttavia dal punto di vista etico non si pone il problema. La vostra non è stata una scelta sul male minore, solo una reazione istintiva. Le cose cambiano con un’auto a guida autonoma. Il software che la guida è stato scritto da qualcuno che ha deciso a priori cosa la macchina deve fare. La macchina “sa” che in quella situazione esiste un potenziale bambino sul suo percorso, sa che non può frenare in tempo, che se sterza violentemente a destra sale sul marciapiede e coinvolge 4 persone e che se sterza a sinistra va a scontrarsi con un’auto che proviene in direzione opposta su cui c’è una famiglia di tre persone. Sa anche che su stesse sta trasportando 4 persone che in caso di urto contro l’auto che proviene in direzione opposta sarebbero ferite o peggio.

Tutta questa conoscenza deve essere tradotta in una azione, il software in quell’istante decide e decide in quanto è stato programmato in un certo modo. Quale è la scelta etica corretta? Chi la decide? E’ una decisione imposta per legge, o è la casa automobilistica a decidere cosa sia eticamente corretto? O ancora, viene dato all’acquirente del mezzo la possibilità di pre-impostare la scelta?

Pertanto, la parola “smart” sembra semplice da capire ma non lo è più quando andiamo in fondo alle problematiche e scopriamo che non lo è per tutti uguale. Attribuire una valutazione di tipo "smart" solo ad aspetti di miglioramento economico è riduttivo e potenzialmente pericoloso.

(Fonte: Agenda Digitale)

L'informazione geografica e il geospatial è l'infrastruttura di base per la crescita delle smart cities, in special modo nelle città storiche.

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