Mercoledì, 16 Agosto 2017
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Il Libro Bianco sulle Città Metropolitane: "un ruolo nella crescita del territorio e del paese"

Libro Bianco - Città Metropolitane

Giorni fa vi abbiamo introdotto con un nostro articolo, "Progetto Start City: le città metropolitane all'opera", il progetto Start City che è stato promosso con molto successo e come prennunciato, è stato anche un momento ideale per presentare il Libro Bianco sulle Città Metropolitane.

Oggi vi volevamo riportare alcuni passaggi per capire il ruolo ed il potere da affidare alle Città Metropolitane affinché ci sia un vero contributo per la crescita dell'Italia.

Dal Libro Bianco:

Per superare la situazione di debolezza competitiva relativa dell’Italia e massimizzare gli effetti delle riforme attualmente in corso, occorre:
- da un lato, definire una strategia competitiva che delinei il modello di sviluppo nel medio-lungo termine e organizzi, in maniera coerente, interventi e scelte strategiche, all’interno di un chiaro quadro delle priorità;
- dall’altro, identificare i macro-obiettivi di sistema che, alla luce dello stato attuale del Paese e delle dinamiche globali, devono rappresentare dei cantieri d’azione particolarmente urgenti nell’Agenda nazionale.

In particolare, l’Italia presenta carenze che ne frenano la capacità di sviluppo economico e di crescita competitiva su sei ambiti-chiave:

- Stimolo all’innovazione e alla crescita delle start-up.

- Promozione dell’export e l’internazionalizzazione.

- Valorizzazione degli asset culturali e del turismo.

- Sviluppo del sistema della logistica e della mobilità.

- Ribilanciamento del modello di sviluppo territoriale e urbano.

- Modernizzazione del sistema di governo del Paese.

Nel quadro sopra delineato, le Città Metropolitane – quali poli di accumulazione di patrimoni, materiali e immateriali e delle loro funzioni specifiche – possono dare un contributo concreto ai processi di crescita del Paese su ciascuno dei macro-obiettivi indicati.

In particolare si deve:

- Legare la strategia competitiva dell’Italia alle Città Metropolitane, riconoscendole come “progetti per lo sviluppo nazionale” e organizzando in coerenza le grandi scelte e gli investimenti del Paese. Ovvero:

  1. Riconoscere le Città Metropolitane come “progetti per lo sviluppo nazionale”, cioè gli ambiti per spingere il Paese.
  2. Valorizzare le Città Metropolitane come gli snodi logistici dell’Italia, progettando e organizzando in coerenza il sistema dei trasporti e della mobilità.
  3. Garantire le condizioni, operative e finanziarie, affinché le Città Metropolitane realizzino le loro visioni di sviluppo e siano attrattori degli investimenti, in coerenza con la strategia-Paese.
  4. Attivare un piano di re-industrializzazione dell’Italia che parta dai patrimoni industriali, fisici e immateriali, presenti nelle Città Metropolitane.
  5. Usare le Città Metropolitane del Sud come catalizzatore dello sviluppo del Mezzogiorno, partendo dagli investimenti infrastrutturali e per la mobilità/accessibilità e il lancio di progetti bandiera ad alto impatto.

- Garantire alle Città Metropolitane poteri e strumenti chiari, con competenze esclusive valide secondo un principio di sussidiarietà, sui temi di sviluppo economico: pianificazione strategica, programmazione dell’uso del territorio, mobilità e trasporti e per tutti i servizi di base che beneficiano di economie di scala (polizia e sicurezza, gestione rifiuti e acque, ecc.). Al contempo, occorre garantire ai nuovi enti le necessarie risorse finanziarie e attribuire loro specifici poteri in materia fiscale in funzione delle competenze attribuite, puntando ad una autonomia e alla creazione di una vera “finanza metropolitana”.

- Incentivare il coordinamento tra le Città Metropolitane, mettendo a fattor comune le esperienze di co-sviluppo che già oggi sono in essere (come patti per lo sviluppo, tavoli inter-metropolitani, alleanze funzionali, ecc.) e supportando la realizzazione di progetti comuni ad alto impatto (infrastrutturazione, localizzazione di cluster di eccellenza produttivi e della ricerca, ecc.). La collaborazione tra Città Metropolitane permetterà anche di superare le debolezze competitive di singole aree in termini di risorse o asset, senza richiedere ingenti investimenti exnovo, ma mettendo a sistema in maniera efficace l’esistente.

- Progettare, anche ispirandosi e mutuando le esperienze e gli strumenti sviluppati dalle Città Metropolitane, gli strumenti per la valorizzazione delle aree non-metropolitane partendo da tre ambiti chiave: governance, meccanismi di messa a sistema di patrimoni/infrastrutture/servizi e partnership territoriali per lo sviluppo economico. Una stagione di politiche guidate da quanto definito per gli enti metropolitani può portare anche alla costruzione di una “Agenda urbana delle città medie” e, a livello di sistema-Paese, consentire di connettere e bilanciare le opportunità di sviluppo dei territori.

- Attivare una strategia di comunicazione e informazione sulle Città Metropolitane rivolta a cittadini e imprese ed articolata su due livelli:

  1. un piano di comunicazione “istituzionale”, di livello nazionale, finalizzato ad informare, predisposto ed eseguito dallo Stato e/o dalle
    stesse Città Metropolitane;
  2. una comunicazione operativa, di responsabilità delle Città Metropolitane, nella quotidiana relazione con gli stakeholder territoriali
    sulle visioni di sviluppo, le progettualità e i percorsi di cambiamento attivati, aiutando a costruire consapevolezza e consenso tra gli
    stakeholder, oltre che un maggiore senso di appartenenza.

(Fonte: ANCI)

L'informazione geografica e il geospatial è l'infrastruttura di base per la crescita delle smart cities, in special modo nelle città storiche.

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