Mercoledì, 16 Agosto 2017
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Pubblicato il nuovo report Smart City Index 2016

#Smart City Index 2016

In occassione dell'evento ITALIA SMART organizzato da Ernest Young (EY) con il patrocinio dell'Agenzia per l'Italia Digitale e con il supporto di Ericsson, Indra e TIM, è stato presentato il nuovo report Smart City Index 2016.

Il report Smart City Index consiste nel fare un ranking di tutti i 116 comuni capoluogo di provincia «primari» individuati dall’ISTAT e si basa su tre elementi distintivi:

  • misura le iniziative smart nelle città italiane;
  • deriva i dati principalmente da indagini ad hoc effettuate direttamente da EY;
  • copre una vasta gamma di aree tematiche, dalle infrastrutture a banda larga ai servizi digitali (mobilità, scuola, sanità, ecc.), fino agli indicatori relativi allo sviluppo sostenibile delle città.

Lo Smart City Index è uno strumento di analisi per la Pubblica Amministrazione perchè permette alle città di effettuare un un assessment della loro roadmap digitale, di posizionarsi rispetto alle altre città, alle Regioni di effettuare un benchmark delle città sul loro territorio, ai fini di valutare la roadmap digitale per la creazione di una «Smart Region», a chi, a livello nazionale, definisce le politiche di innovazione delle città, di definire un metodo per identificare le best practice e impostare le linee guida per le Smart City.

Da questa edizione 2016, lo Smart City Index non è più basato su applicazioni verticali come avveniva per le  passate edizioni, ma su una innovativa logica basata sui quattro strati interdipendenti e due ambiti di analisi trasversali. Il nuovo approccio valorizza il percorso dei comuni capoluogo verso la realizzazione di una città intelligente, e facilita la misurazione degli avanzamenti lungo ogni strato della Smart City.
Particolare enfasi è posta sul tema della Sharing Economy, soprattutto nel settore della mobilità, e su come questo andamento impatta sulla qualità della vita dei cittadini.

SmartCItyIndex2016Oltre il 70% dei dati utilizzati derivano da indagini svolte direttamente, i restanti indicatori sono invece frutto di elaborazioni di dati provenienti da fonti istituzionali (ISTAT, GSE, MIUR ecc.).
EY raccoglie i dati attraverso un censimento puntuale delle iniziative di innovazione nelle città, analizzandone la pianificazione strategica e monitorando la diffusione dei servizi ponendosi nell’ottica dell’utente finale (cittadino, impresa, turista, ecc.).
Il 94% degli indicatori viene raccolto in ambito comunale mentre il restante 6% si riferisce al territorio provinciale. La scelta degli strati, degli indicatori e delle loro aggregazioni è stata effettuata dal Centro di Competenza per le Smart City di EY, con la collaborazione di professionisti ed esperti delle varie tematiche analizzate, al fine di poter descrivere al meglio i fenomeni di innovazione che si sviluppano nelle città.

Anche per questo anno, si confermano in cima alla classifica i comuni capoluogo delle città metropolitane: Bologna, Milano e Torino occupano il podio. Rispetto alle scorse edizioni peggiora la situazione di Roma, che si posiziona al nono posto del ranking. Seguono Firenze e Genova, comunque nei primi 15 posti.

Anche quest’anno i comuni capoluogo delle città metropolitane del Centro-Nord sono tutte nella prima fascia, mentre Napoli diventa la prima città del Sud, non solo tra le metropoli.

Le città medie continuano nel loro trend di crescita: si trovano nei posti di rincalzo del ranking, con oltre 23 città tra il 4° ed il 39°posto. Parma sorpassa Trento e nel 2016 diventa la città media più alta nel ranking (5°posto), grazie ad un buon posizionamento negli strati Delivery Platform e Applicazioni e servizi. Parma è seguita da Trento, Brescia e Reggio Emilia, le altre città medie nella top 10.
Il Centro-Nord si posiziona in cima al ranking anche nel segmento delle città medie: la prima città media del Sud è Lecce al 52°posto.

Nonostante l’exploit di Mantova, che si posiziona al 4° posto del ranking, nel complesso il posizionamento delle città piccole peggiora rispetto gli scorsi anni.
Sono solo 7 le città piccole (Mantova, Lodi, Cremona, Pavia, Sondrio, Siena e Aosta) che ottengono la prima fascia del ranking, e di queste ben cinque sono lombarde. Questi risultati dimostrano che per realizzare una Smart City per strati è necessario disporre di una massa critica (di risorse, di soggetti, di mercato) che attualmente è presente nelle città con più di 80.000 abitanti.

SmartCityIndex2016 02Il ranking 2016 conferma l’esistenza di una correlazione tra smartness e qualità della vita, evidenziando le città «Smart e vivibili» nella parte altadelle due classifiche, e le città «in ritardo» nella parte bassa. È inoltre possibile mettere in evidenza due ulteriori cluster di città:

  • Le città del «benessere analogico», cioè città ad alta vivibilità ma con bassa diffusione di innovazioni: sono soprattutto città della Marche e della Sardegna. In particolare si distinguono Fermo, Lanusei, Tempio Pausania e Olbia.
  • Le città del «riscatto Smart», cioè città che, pur partendo da una qualità della vita più bassa, riescono a trovare nella Smart City un’occasione di innovazione. Si distinguono in particolare Napoli, Bari e Lecce tre città del Sud che riconfermano, come nell’edizione precedente, la loro presenza in questo quadrante.

 (Fonte: Report Smart City Index 2016 - Ernest Young)

 

 

 

L'informazione geografica e il geospatial è l'infrastruttura di base per la crescita delle smart cities, in special modo nelle città storiche.

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