Sabato, 29 Aprile 2017
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Le opportunità e i rischi delle Smart Cities

Smart City

Il termine smart city è ormai ampliamente utilizzato, ma sembra esservi poca chiarezza dietro alla sua definizione. La maggior parte degli approcci tende a porre una grande enfasi sull’utilizzo combinato di tecnologie dell’Informazione Geografica e della comunicazione per inquadrare processi di pianificazione e gestione urbana. Nelle righe che seguono si cercherà di definire il concetto di smart city e di identificare sia i termini di "intelligenza" sia quelli critici legati alla loro attuale interpretazione.

Sebbene il termine "smart city" sia al giorno d’oggi ampiamente utilizzato, non vi è una totale chiarezza dietro alla sua definizione ed al suo effettivo significato. La principale idea è che nell’attuale era digitale le aree urbane, le città e le loro funzioni, non siano caratterizzate soltanto dalle infrastrutture fisiche e dalle eredità delle generazioni passate, ma anche da qualcosa di meno direttamente tangibile, come la qualità della comunicazione della conoscenza e le ‘infrastrutture sociali’, ovvero il capitale sociale e intellettuale. In un simile ambiente (urbano) si sviluppa il concetto di Smart city, come dispositivo, o meglio, come quadro, all’interno del quale i fattori della produzione urbana tradizionale si coniugano con
il capitale sociale e culturale per mezzo delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione.
Nell’accezione più diffusa, la smart city si basa su sei assi principali di ‘intelligenza’, ovvero una città è ‘smart’ se sono a loro volta ‘smart’ la sua economia, la mobilità, l’ambiente, le persone, la qualità della vita e la governance. Tali assi comprendono dei concetti già ampiamente presenti nelle teorie neoclassiche della crescita urbana, dello sviluppo sostenibile, dell’ICT e della partecipazione dei cittadini alla governance urbana.
Secondo questa interpretazione una città smart è qualcosa di più di una città digitale o intelligente, in cui l’attenzione viene posta quasi esclusivamente alle componenti ICT, quali abilitatrici di connessioni e scambi di dati e informazioni all’interno dell’ambiente urbano. Dati i sei assi e l’attenzione a crescita, sostenibilità, ICT, partecipazione e governance dei cittadini, una città smart assomiglia di più a una nuova utopia urbana, sebbene non troppo difficile da realizzare (al contrario di altre utopie), e sostanzialmente quale evoluzione della città sostenibile, in quanto ambiente (quello urbano) in cui si combinano gli aspetti dell’economia, della società e dell’ambiente con il capitale sociale e umano, nonché con il potenziale delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione e le loro applicazioni. Se è vero che le infrastrutture fisiche di una città sono il risultato dell’interazione tra gli esseri umani e l’ambiente urbano, è altresì vero che le medesime infrastrutture fisiche, quali edifici, strade, reti tecnologiche, ecc., sono state costruite per facilitare la crescita e lo sviluppo della città, mentre la loro presenza ed essenza fornisce a sua volta la direzione e l’evoluzione dello sviluppo urbano stesso. 
La possibilità di utilizzare dati acquisiti in tempo reale, consentendo un monitoraggio continuo dei principali fenomeni urbani, può migliorare in maniera sostanziale l’efficacia della pianificazione territoriale e della gestione urbana. Si ha un passaggio da un tradizionale approccio basato sulla sequenza città reale, computer, rappresentazione virtuale ad una sequenza computer, città reale, ubiquitous city.
Una città può essere smart solo se riesce rapidamente a integrare e sintetizzare i dati prodotti da ogni tipo di sensore per migliorare l’efficienza, l’equità, la sostenibilità e la qualità della vita della città stessa (Batty et al., 2012). Si tratta quindi di considerare il grosso impatto delle tecnologie sulle nuove forme di policy e di pianificazione. Nell’analizzare le città intelligenti Batty et al. (2012) individuano sette punti verso i quali concentrare l’attenzione nell’analizzare i problemi chiave delle città, utilizzando le tecnologie ICT:

  1. Un nuovo approccio alla comprensione dei fenomeni urbani;
  2. Metodi più efficaci e fattibili per coordinare le diverse tecnologie adottate alla scala urbana;
  3. Modelli e metodi per l’utilizzo dei dati urbani alle differenti scale spaziali e temporali;
  4. Lo sviluppo di nuove tecnologie di comunicazione e divulgazione;
  5. Nuove forme di organizzazione e governance urbana;
  6. Definire i problemi critici relativi a Città, Trasporti ed Energia;
  7. Rischi, incertezze e pericoli nella smart city.

Identificare che cosa rende smart una città è legato alle differenti dimensioni, che si collegano a loro volta a concetti alquanto consolidati nella letteratura sulla città e le aree urbane. Nel significato di smart, la componente tecnologica è soprattutto collegata agli elementi e alle infrastrutture dell’ICT. Queste giocano un ruolo importante, in particolare come facilitatori dei processi di innovazione, condivisione e partecipazione attiva da parte dei cittadini/utilizzatori urbani, così come dello sviluppo di elementi tipici dell’economia della conoscenza.
Seguendo alcune delle più interessanti interpretazioni, le smart cities sono città in cui uno strato tecnologico viene sovrapposto alla struttura e intelaiatura urbana esistente, consentendo ai suoi cittadini e utenti di connettersi alla rete, interagire tra loro e con altri attori: pubblica amministrazione, fornitori di beni e servizi, ecc., di fatto ottimizzando la città e i suoi spazi. Dato che la popolazione mondiale sta crescendo e che tale crescita ci si aspetta avvenga soprattutto nelle città, la tecnologia può giocare un ruolo importante nel limitare il consumo di suolo e migliorare la qualità della vita.
Tuttavia oggi il rischio è che i decisori finali, i politici, i cittadini e le imprese si focalizzino soltanto sulla moda e la fascinazione del lato tecnologico dell'"intelligenza", con poca attenzione al suo inserimento all’interno del processo di pianificazione e progettazione urbana. In una Smart city l’infrastruttura tecnologica connessa all’ICT è centrale, nello stesso modo in cui nel passato lo era la realizzazione di nuovi edifici, strade, ferrovie, linee e reti telefoniche e di distribuzione dell’energia. Tali infrastrutture da un lato supportavano i bisogni della popolazione mentre dall’altro influenzavano le modalità con cui le persone interagivano con lo spazio urbano. Le infrastrutture di una smart city dovrebbero pertanto giocare un ruolo simile, basandosi pertanto su una pianificazione focalizzata, in quanto il loro utilizzo non deve essere limitato al breve termine, ma dovrebbe essere persistente, avendo in mente che le impostazioni date oggi influenzeranno i modi in cui i cittadini interagiranno con la città nei tempi presenti e futuri.

Le nostre città sono smart? .....Vent’anni fa ci saremmo chiesti: le città sono sostenibili?

In quel periodo la sostenibilità era il paradigma del momento – di fatto continua a esserlo, ma con una molto più ampia accettazione a tutti i livelli – in quanto le città si caratterizzano come i luoghi dove si attuano le principali attività umane e quindi dove dare azione a politiche volte a un futuro sostenibile in termini di un adeguato e rispettoso sfruttamento delle risorse da punti di vista economico, ambientale e sociale.

Il paradigma della smart city è il risultato dell’evoluzione del pensiero e del ragionamento sulla città e sulle sue questioni. In particolare, sembra essere una combinazione di concetti legati alla sostenibilità e allo sviluppo sostenibile, dal punto di vista delle sue declinazioni urbane. Inoltre, l’idea di un’azione locale, originariamente proposta per la sostenibilità urbana, presentava alcuni suggerimenti che pochi anni più tardi sarebbero stati introdotti nel concetto di partecipazione dei cittadini e nell’idea di ‘web 2.0’.

Inoltre, la smart city non deriva soltanto dalla città sostenibile ma anche dall’evoluzione della tecnologia e del pensiero nell’era digitale.

Il dibattito è tuttora in corso, ma alcune riflessioni portano a pensare alle smart cities come a una rivoluzione in termini di nuove infrastrutture e piattaforme, costituite sia da elementi fisici, concreti, che virtuali, in grado di abilitare i cittadini, gli utenti e tutti i diversi attori urbani a portare avanti iniziative e realizzare applicazioni, grazie alle opportunità date dai miglioramenti tecnologici e alla loro ampia presenza. In tali termini, parliamo di un’infrastruttura non concettualmente dissimile da quelle di trasporto che nelle decadi e nei secoli passati hanno sia consentito l’allargamento delle estensioni urbane e di collegare i luoghi una volta non appartenenti alla città, così come sviluppare nuove aree urbane.

(Fonte: GEOmedia)

 

L'informazione geografica e il geospatial è l'infrastruttura di base per la crescita delle smart cities, in special modo nelle città storiche.

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