Sabato, 21 Ottobre 2017
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Le città del futuro e la loro sostenibilità

Smart City

Domani presso la Camera dei Deputati (Roma) verrà presentato un nuovo libro "Come finanziare le città del futuro" di L. Marasso e V. Moretto, edito da Maggioli Editore, un testo che nasce dall’esperienza di 15 "Tecnologi Sociali", "prodotto" del corso di formazione ActivatingPuglia@Service, gestito dal Dhitech e finanziato nell’ambito dell’iniziativa PON-REC 2007-2013.

Vi riportiamo un estratto dall' introduzione del libro:

Che si tratti dunque di Fondi Strutturali, di modelli di procurement innovativo o di finanza ad impatto sociale, il tema del reperimento delle risorse per l’innovazione delle nostre città si candida ad assumere un grandissimo rilievo all’interno delle comunità, che dovranno tenere in considerazione il giusto tradeoff tra obiettivi sociali e ritorni economici.
Il Ritorno dell’Investimento (ROI) e ancor più il Ritorno Sociale dell’Investimento (SROI) sono due indicatori che troppo spesso sono stati alieni nei progetti pubblici “finanziati” tradizionalmente. Occorrebbe qui invocare il codice civile e non tanto i Manuali di Management: “… con la diligenza del buon padre di famiglia…”. E proprio partendo da questa diligenza, abbiamo affrontato le possibili risposte alla domanda iniziale, senza indicare ovviamente “dove stanno i soldi”, ma con l’intento di identificare le possibilità e i modelli.
Il primo capitolo di introduzione richiama idee e principi dell’innovazione nelle nostre città, cercando di connotare il termine smart city in termini di un sistema servizi che, utilizzando infrastrutture materiali ed immateriali, applica principi di innovazione aperta e sociale. L’intento è quello di uniformare la terminologia e la grammatica.  Nel secondo capitolo, si affronta infatti come primo punto il tema dei fondi strutturali ed in particolare del loro impatto sulle comunità 2020, per un loro pieno e consapevole nel senso di “innesco” della azione di innovazione.
Nel terzo capitolo si descrivono le dinamiche dell’appalto pubblico, evidenziando come una stazione appaltante evoluta possa incidere positivamente sulle comunità e come il procurement innovativo possa effettivamente finanziare innovazione e stimolare lo sviluppo di un territorio. Questo è il primo passo per le città per “acquisire” innovazione.
Il quarto capitolo approfondisce il partenariato pubblico-privato, un aspetto centrale del procurement innovativo. In particolare come questo possa consentire la creazione di sinergie indispensabili per l’infrastrutturazione materiale ed immateriale delle comunità. Il PPP è la prima modalità di coinvolgimento del privato per finanziare innovazione che, altrimenti, per il pubblico non sarebbe possibile.
Il quinto capitolo prosegue con l’analisi di strumenti finanziari innovativi, in particolare la finanza di impatto sociale, che potrà avere nei prossimi anni un ruolo determinante nello stimolare la nascita e il consolidamento di iniziative pubbliche o di pubblica utilità; iniziative non solo di natura strettamente infrastrutturale, ma di forte e diretto impatto sulle comunità, facendo giocare ai privati un ruolo determinante ma che deve essere definito in un quadro di politiche territoriali chiare.
Il sesto capitolo affronta il tema degli impatti, analizzando come gli strumenti e i modelli precedentemente approfonditi, possano essere sfruttati dalle nostre città al fine di rilanciare investimenti e alimentare speranze e vocazioni di un territorio; territori che, spesso in affanno, devono far leva sul loro potenziale storico, culturale e umano per poter innovare il loro futuro.
Il volume si chiude con alcune raccomandazioni dalle quali partire per programmare, tecnicamente e finanziariamente, le azioni di innovazione sul territorio.

"Come finanziare le città del futuro" è rivolto a tutti coloro che vivono, lavorano, usano, progettano e sognano le nostre città del futuro, cercandodi dare una guida alla frustrante domanda: “bella idea, ma … adesso come la realizzo?”.

La prefazione è a cura di Mauro Battocchi, Console Generale d'Italia a San Francisco.


(Fonte: beMINT)

L'informazione geografica e il geospatial è l'infrastruttura di base per la crescita delle smart cities, in special modo nelle città storiche.

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