Domenica, 17 Dicembre 2017
{{#image}}
{{/image}}
{{text}} {{subtext}}

Un dialogo smart tra "cittadino-città" per sviluppare una smart city

#Cultura Digitale

Oggi, vi riproponiamo "Smart Cities, Dumb Cities: Cittadini intelligenti dialogano sulla città" di B. Murgante e G. Borruso, un articolo del 2015 pubblicato sulla rivista online GEOmedia, nel quale si pone l'accento sulla necessità di instaurare un dialogo tra i cittadini che sono sempre più "smart" per le tecnologie che utilizzano e chi gestisce e sviluppa la città. Questa necessità parte dal concetto di cultura digitale che si sta largamente diffondendo e trasformando la nostra quotidianità; riprendendo un frase all'interno dell'Osservatorie delle Competenze Digitali 2015 (ASSINFORM): "l'utente è colui che utilizza il digitale, l' "inventore" è colui che valorizza il digitale mentre il professionista è colui che sviluppa il digitale".  

Articolo "Smart Cities, Dumb Cities: Cittadini intelligenti dialogano sulla città" di B. Murgante e G. Borruso:

Il giorno 13 marzo 2015 è partita da Trieste il primo di una serie di eventi promossi da Confindustria Digitale e dedicati al tema dei "Territori Digitali". L’occasione era quella di fare il punto della situazione sul mercato del digitale in Italia, con la presenza dei grandi players, del calibro di Microsoft, IBM, Telecom e Google, solo per citarne alcuni. L’evento triestino ha visto la partecipazione del Comune di Trieste e di AREA Science Park, l’incubatore tecnologico, nonché il coinvolgimento di numerosi altre realtà locali, tra cui l’Università di Trieste, con la presenza di numerosi studenti. Al di là di considerazioni sull’iniziativa, in cui il tema Smart Cities è stato più volte affrontato, ma tutto sommato nell’ottica abbastanza ‘tradizionale’, ovvero quella di una fornitura di oggetti o infrastrutture intelligenti, viste soprattutto dal lato aziendale, senza entrare nel merito dell’argomento “città”, l’attenzione da rivolgere in questo contesto è soprattutto alla componente pomeridiana dell’evento: tavoli di lavoro tematici sono stati organizzati, e dedicati ad argomenti come mobilità, sanità, innovazione sociale, turismo, solo per citarne alcuni, in cui gruppi di persone legate ai vari settori hanno ragionato assieme sulle problematiche del territorio, le possibili soluzioni da percorrere e le azioni richieste per giungervi, in una sorta di brain storming collettivo finalizzato alla redazione di proposte operative. In tale contesto uno dei tavoli di lavoro è stato dedicato alla #younginnovation, con un nutrito gruppo di studenti dei corsi di laurea magistrali in Scienze Economiche e Scienze Aziendali dell’Università di Trieste, che si sono confrontati durante un intero pomeriggio sui temi del territorio e dell’innovazione. Stimolati a ragionare sulla città, sul suo funzionamento e sulle problematiche e opportunità urbane, gli studenti hanno sviscerato i loro punti di vista su temi quali ‘territorio e innovazione’, ‘innovazione e adeguamento del sistema rispetto ai vecchi e a i nuovi bisogni’ e ‘innovazione e creatività in rete. I social networks come mezzo per il confronto?’. I ragazzi si sono confrontati sulle problematiche relative al territorio, alle necessità e alle modalità con cui sia possibile innovare e migliorare la qualità della vita. L'attività prevedeva il giungere a delle prime conclusioni, sull'evidenziazione delle problematiche, la proposta di soluzioni, e le possibili azioni di supporto con cui coinvolgere il territorio (enti locali, imprese ecc.). I primi risultati hanno evidenziato dei tratti comuni nella percezione della città, delle sue problematiche e delle soluzioni. Da una prima analisi risulta che la componente giovane, almeno studentesca, composta da persone del posto e fuori sede, chiede più wi-fi, pubblico e privato, sistemi più "smart" nel pagamento del trasporto pubblico locale, uno sportello lavoro, impostato su logica di Social network (tipo Linkedin) ma fortemente radicato sul territorio e, in generale, forme di aggregazione comune delle informazioni (più varie) relative alla città. Quest'ultimo elemento racchiude in sé elementi di trasparenza nei processi della pubblica amministrazione (ad esempio relativi alle procedure per avviare un'impresa o semplicemente per concludere determinati iter burocratici), nonché la creazione di una "interfaccia della città", una sorta di "city dashboard" in cui il cittadino o il visitatore possano essere in grado di derivare, attorno a sé o in determinati punti della città, informazioni di carattere turistico (eventi, punti di interesse, luoghi di svago), nonché la presenza di uffici e realtà pubbliche nelle vicinanze (es. Quali uffici e servizi presenti nel tale edificio?).
I risultati sono stati presentati dagli studenti di fronte a una platea composta da esponenti del mondo politico, imprenditoriale e universitario, mostrando delle convergenze con attività già in atto da parte dell'amministrazione locale nonché dalle società di gestione del trasporto pubblico e dei servizi. Il lavoro è in corso, e prevede nuove attività da svolgere nel contesto universitario nonché assieme agli enti locali (comune in primis) per concretizzare proposte di carattere operativo.
Perché quindi parlarne in un contesto di Smart cities quale quello della presente rubrica? Innanzitutto perché l'evento non era espressamente legato alle "smart cities" in senso stretto, anche se se ne è parlato da un punto di vista strettamente aziendale di "prodotti intelligenti" nella prima parte della giornata. I ragazzi partecipanti al tavolo #younginnovation sono inseriti in un percorso didattico in cui il tema delle smart cities viene trattato, ma fino al momento del confronto e della formulazione delle proposte il programma d’esame aveva trattato il tema della ‘città’ in generale, senza scendere nel dettaglio del dibattito sulla sua componente ‘intelligente’. Le soluzioni avanzate hanno senz’altro toccato la componente tecnologica, ovvero lo sviluppo di app, smart cards o altre modalità interattive digitali, ma molto spesso l’attenzione era più legata al processo e all’aspetto culturale dell’interazione con la città rispetto a quella strettamente tecnologica. Vi è stato lo spazio pertanto per fare emergere una vera ‘intelligenza’ della città, intesa nei termini dei suoi utenti e delle loro aspettative, spesso dettate dal buon senso e da un’osservazione ‘libera’, e dal confronto con le operazioni in atto da parte dei diversi attori istituzionali, che, in parte stanno già lavorando in molte delle direzioni suggerite dai giovani utenti della città, dall’altra parte da questi stanno ricevendo nuovi spunti di riflessione.

L'informazione geografica e il geospatial è l'infrastruttura di base per la crescita delle smart cities, in special modo nelle città storiche.

Newsletter

Sottoscrivi la nostra newsletter. Non perdere alcuna notizia.

Non facciamo spam!

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta.

Approvo

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta.

Approvo