Mercoledì, 18 Ottobre 2017
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I dati del rapporto di Euromobility: numeri, curiosità, conferme e novità

Mobilità e Città

Dai dati comunicati da Euromobility e come indicato in chiusura di un nostro precedente articolo "Euromobility: Venezia eletta capitale della mobilità 2015", il 2014 segna il punto di svolta per la "sharing mobility", si confermano i servizi di condivisione delle auto cosidetti "free loating" e quelli di condivisione delle biciclette, evidenziando la necessità degli utenti di economizzare in assoluto oltre a ridurre l'emissione di CO2 attraverso un minor uso dell'auto privata.  

Il numero totale di auto in flotta più elevato relativo al free-loating (ovvero l'auto viene prelevata non in un stallo definito ma in un posto all'interno di un'area più o meno grande della città)  è quello relativo a Milano, che conta, con la presenza dei servizi Eni-Enjoy, Car2go e Twist, un numero complessivo di 1.714 auto sul suo territorio. A Firenze e Roma, invece, sono presenti solo i servizi Eni-Enjoy e Car2go per un totale di 400 auto e 1.200 auto rispettivamente. Il valore più basso viene registrato nelle città di Rimini (70 auto) con la sola presenza del servizio Eni-Enjoy attivo, però, soltanto nel periodo estivo. Molto più dettagliati i dati relativi ai servizi di car sharing convenzionale, operativi in 16 delle 50 città del rapporto (ad esempio a Torino, Bolzano, Trento e Palermo sono operativi per una vasta area): nel 2014 le auto in flotta sono in aumento rispetto al 2013 (+22,8%), così come il numero totale di utenti iscritti al servizio (+21,1%); Milano conta il numero maggiore di auto in flotta (141) seguita da Torino con 121.

Sono sempre di più le città che offrono servizi di condivisione delle bici: passano da 16 a 21 le città dell’osservatorio nelle quali è presente un servizio di biciclette condivise. A Milano e Torino continua l’impegno delle amministrazioni per la bicicletta e per il potenziamento del servizio: Milano aggiunge nel 2014 altre 418 biciclette alle oltre 3.232 già disponibili nel 2013, a Torino l’incremento è del 12% (le biciclette raggiungono quota 840), mentre è Brescia la terza città per numero di bici in sharing (400) e seconda solo a Milano per numero di bici rispetto alla popolazione. Gli utenti sono complessivamente aumentati di circa l’11% e le biciclette in circolazione di circa il 17%. Le biciclette più usate sono quelle di Torino (oltre 200 prelievi al mese), mentre gli utenti di Padova sono secondi soltanto a quelli di Milano per numero di viaggi (8,8 contro 10,5). Reggio Emilia, Modena e Padova, che scalza Ferrara dal terzo posto, sono le città che offrono il maggior numero di km di corsie ciclabili per abitante.

In termini di pianificazione e strategie legate alla mobilità, sono 18 le città su 50 nelle quali non è presente il mobility manager di Area, né a livello comunale né a livello provinciale; in 4 città (Bergamo, Modena, Monza e Napoli) il ruolo di coordinamento è svolto da strutture di livello provinciale, mentre solo in 3 casi (Milano, Torino e Venezia) è presente sia un Ufficio d’Area a livello comunale sia un Ufficio d’Area a livello provinciale.

Le città devono fissare obiettivi mirati e perseguibili per aumentare la quota di spostamenti “sostenibili”: il rapporto prende in esame nel primo anno anche l’indicatore relativo alla ripartizione modale, in particolare la quota di spostamenti motorizzati individuali con mezzi privati, ricavato dal 22esimo Rapporto Ecosistema Urbano di Legambiente. L’indicatore rappresenta la percentuale di spostamenti privati motorizzati (auto e moto) sul totale degli spostamenti effettuati. Disponibile per 35 città su 50, il valore medio di tale indicatore che si attesta a 62, con il minimo a Bolzano (30% di spostamenti motorizzati in auto e moto), a seguire Genova (36%) mentre la massima percentuale si trova a Bergamo (95%), seguita da Aosta (94%). I dati dimostrano che il territorio nazionale è caratterizzato da un’alta variabilità di abitudini nelle scelte di spostamento e che, se alcune realtà (prima fra tutte Bolzano) presentano un’elevata percentuale di uso delle modalità alternative e sostenibili, non è utopistico pensare che anche altre possano arrivarci, gradatamente, sempre che fissino obiettivi mirati e perseguibili, sia nella tempistica sia nelle percentuali, e che definiscano metodi e strumenti per il monitoraggio e la verifica.

Rispetto allo scorso anno in ben 43 città su 50 si è registrata una riduzione dell’offerta di trasporto pubblico, in dodici città riduzioni addirittura a due cifre percentuali. I tagli più drastici ad Aosta, Bergamo, Monza, Napoli e Pescara. La maggiore offerta di trasporto pubblico locale (posti*Km/ab) si registra a Milano, Venezia, Cagliari e Roma, mentre il maggior numero di passeggeri per abitante viaggiano, come lo scorso anno, a Venezia (che scalza Milano dal primo posto), Milano, Roma e Trieste. Nota positiva, invece, per le città di Verona e L’Aquila che hanno incrementato l’offerta di trasporto pubblico, +8,3% e +7,5% rispettivamente. A Potenza, in media, un cittadino utilizza l’autobus soltanto 6 volte in un anno, a Latina 10 volte, a Siracusa 12.

A dispetto del dato nazionale, che segnala un lieve incremento (+0,2%) del tasso di motorizzazione (l’indicatore che misura la consistenza della flotta veicolare in rapporto alla popolazione residente), questo nono rapporto conferma la progressiva positiva riduzione di questo indicatore nelle principali 50 città italiane (-0,5%): si riduce a 57,9 auto ogni 100 abitanti, contro le 58,4 dello scorso anno, comunque sempre molto più elevato in confronto alla media europea di circa 49,1 auto ogni 100 abitanti. Le città con il maggior indice di motorizzazione sono L’Aquila e Potenza, la prima con 75,8 e la seconda con 72,3 auto ogni 100 abitanti, seguite da Perugia (70,0) e Campobasso (68,8). Le città più virtuose, dove circola il minor numero di auto per abitante sono Venezia (41,6), Genova (45,9), Firenze (51,8) e Bologna (51,0). A conferma della tendenza degli ultimi 2 anni, anche nel 2014 a Bolzano e Trento si registra un notevole incremento del numero di auto, dovuto alla forte concentrazione di società di noleggio che continuano a stabilire la sede legale in questi Comuni per usufruire di una minore tassazione sull’iscrizione delle nuove autovetture, analogamente a quanto accade ormai da anni ad Aosta.

Parallelamente all’indice di motorizzazione, si riduce la densità di veicoli, cioè il numero di autovetture per ogni kmq di territorio, che passa da 789 auto per kmq a 783. Le città con la più alta densità sono ancora Napoli, Torino e Milano. Anche se molto lentamente, migliorano gli standard emissivi dei veicoli. Le autovetture Euro IV rappresentano la percentuale maggiore in circolazione (33,0% dell’intero parco), mentre i veicoli Euro V sono pari al 22,1%.
Le città del sud continuano ad avere il maggior numero di auto più inquinanti, con Napoli in testa seguita da Catania e Foggia. Escludendo Aosta, Trento e Bolzano dove la somma delle percentuali di veicoli Euro V ed Euro VI superiore al 50% è motivata dalla circostanza che molti operatori del settore dell’autonoleggio trovano conveniente immatricolare in questi Comuni tutta o parte della loro flotta, Reggio Emilia è la città con più veicoli Euro V ed Euro VI (30,1%), seguita da Torino (29,4%) e Milano (26,2%).

L’indice medio di motorizzazione relativo ai motocicli è pari a 13,3 motocicli ogni 100 abitanti, decisamente molto più elevato della media europea (in Europa è pari a circa 6,90). Inalterata rispetto allo scorso anno la classifica per le due ruote a motore: il tasso di motorizzazione più elevato si registra a Livorno (25,5 ogni 100 abitanti), seguita da Genova (23,2) e Rimini (21,3); mentre le città con meno motocicli e ciclomotori sono Foggia (5,2 ogni 100 abitanti), Venezia (6,7) e Potenza (7,3). Foggia conquista il triste primato delle due ruote più inquinanti (60,1% è la somma dei motocicli Euro 0 ed Euro 1), seguita da Perugia e Vicenza (57,8% e 55,7% rispettivamente), mentre Livorno (26,9%), Firenze (30,9%) e Roma (31,9%) annoverano il minor numero di motocicli Euro 0 ed Euro 1.

Si conferma il continuo incremento delle auto a basso impatto nelle 50 città: passa dal 8,0% dell’anno 2013 all’8,5% del 2014 il numero di auto a basso impatto, cioè a gpl, metano, ibride o elettriche. Si confermano Ravenna, Bologna e Ferrara le città con il numero più elevato di auto a basso impatto, in particolare a gas: a Ravenna più di un’autovettura su 5 (20,6%), Bologna e Ferrara si fermano, si fa per dire, soltanto al 19,8% e 19,4% rispettivamente. Ultime nella classifica delle auto a basso impatto sono Udine, Aosta e Trieste. Come era da attendersi, la presenza dei veicoli a trazione ibrida ed elettrica è, tuttavia, ancora decisamente marginale (presenza dello 0,21%, nel 2013 era dello 0,14%) rispetto a quello dei veicoli a metano e gpl (8,29% del parco). La provincia di Milano raggiunge lo 0,56% dell’intero parco auto, seguono Bologna e Trento rispettivamente con lo 0,49% e lo 0,48%. Taranto, invece, si conferma fanalino di coda con appena lo 0,03% del parco circolante.

Aumenta decisamente il numero di città che rispettano tutti i limiti imposti dalla normativa, da 10 del 2013 a 17 del 2014. E vale la pena di elencarle: Ancona, Aosta, Bari, Campobasso, Catanzaro, Foggia, Forlì, L'Aquila, Latina, Perugia, Potenza, Prato, Ravenna, Sassari, Taranto, Trieste, Udine.
Molti valori registrati sono ancora lontani da quelli previsti dalla legislazione, ma continua il miglioramento della qualità dell’aria in quasi tutte le città. Vicenza condivide con Torino il triste primato di città con il maggior numero di giorni di superamento della soglia giornaliera di PM10 (77), mentre Bolzano e Livorno non registrano alcun superamento. La città con la più elevata media annuale è Palermo (44 microgrammi al metro cubo rispetto al limite di 40), seguita da Torino (43 microgrammi al metro cubo). A Bolzano e Livorno non si è registrato alcun superamento, mentre a Campobasso se ne sono registrati soltanto 5. Sono Bolzano e Campobasso a registrare la media annuale più bassa, 18 microgrammi al metro cubo, seguite da L’Aquila con 19 microgrammi al metro cubo. A Messina non è neppure presente una rete di monitoraggio della qualità dell’aria.

Purtroppo stabile la sicurezza nelle città: è sempre Forlì la città con il maggior numero di incidenti, Latina invece conquista il triste primato di città con l’indice di mortalità più elevato. Passa da 4,8 dell’anno 2013 a 4,6 del 2014 il numero di incidenti ogni 1.000 abitanti nelle 50 città, di fatto stabile invece l’indice di mortalità, cioè il numero di decessi ogni 100 incidenti, che passa dal valore di 0,95 dell’anno 2013 al valore di 0,96 del 2014.
Forlì, con 9,61 incidenti ogni 1.000 abitanti si conferma la città con la maggiore incidentalità, seguita da Firenze (7,2) e Rimini (7,1). I valori più bassi, invece, a Campobasso (2,0), Catanzaro e Napoli (2,2). L’indice di mortalità più elevato (numero di morti ogni 100 incidenti) si è registrato nella città di Latina (2,8), seguita da Foggia (2,5) e Ravenna (2,4); le città in cui si registrano i valori più bassi, invece, sono Aosta e Campobasso (0,0), seguite da Salerno (0,2).

Nessun segnale di novità per le politiche e le infrastrutture per la sosta dei veicoli: Venezia si riconferma saldamente prima in classifica per dotazione di parcheggi di scambio (151 posti ogni 1.000 autovetture circolanti), staccando di gran lunga Piacenza (73) sola al secondo posto; al terzo posto  Prato con 62 scalza Bergamo. Sono ben 14 le città al di sotto di 10 stalli ogni 1.000 autovetture circolanti.  Firenze mantiene saldamente la testa della classifica per dotazione di parcheggi a pagamento (164,6 ogni 1.000 autovetture circolanti) contro i 150,0 di Bologna. Le città con il minor numero di parcheggi a pagamento sono Bolzano, Sassari, Monza, Siracusa, Ferrara, Catanzaro, Trieste e Perugia con meno di 20 stalli/1.000 autovetture. A L'Aquila non sono presenti parcheggi a pagamento.


Se si eccettua Venezia che offre oltre 5 mq di area pedonale per abitante, solo il Comune di Firenze offre poco più un mq (1,06) di area pedonale ad abitante, seguita da Cagliari (0,99). Per il resto delle città italiane, lo spazio destinato ai soli pedoni è sempre inferiore a 0,8 mq/ab, fatta eccezione per Parma che ne registra 0,85 e Padova con 0,82. Un deciso incremento dell’estensione delle aree pedonali si registra a Bari (+183%), che si attesta al nono posto e Latina (+193%), che conquista il dodicesimo posto. Le città con la minore estensione di area pedonale per abitante sono Reggio Calabria, Catanzaro e Siracusa.
Le città, invece, con la maggiore estensione delle Zone a Traffico Limitato sono Bergamo (42,8 mq/ab), Aosta (12,3 mq/ab) e Milano (11,5 mq/ab).

Si allega la presentazione del rapporto, per approfondire i risultati.

(Fonte: Euromobility)

 

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