Giovedì, 29 Giugno 2017
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In caso di incidente automobilistico, l’eCall può salvarti la vita

#eCall

"L’eCall è l’esempio perfetto di un progetto sviluppato dalla Ue per salvare vite umane. Adesso la legge permetterà di fornire vantaggi reali grazie alle tecnologie digitali", ha detto Günther H. Oettinger, Commissario UE all’Economia Digitale, a seguito della decisione del 28 aprile 2015 del Parlamento Europeo di rendere obbligatorio l’eCall dal marzo 2018.

In caso di grave incidente una chiamata eCall viene avviata automaticamente (o manualmente dagli occupanti del veicolo) dal dispositivo veicolare e chiama il Numero Unico di Emergenza Europeo 112. Il dispositivo crea una connessione vocale ed invia automaticamente un messaggio dati (MSD) relativo all’incidente. La chiamata, identificata come eCall dalla rete mobile, viene istradata al PSAP che decodifica l’MSD ricevuto ed avvia la gestione dell’incidente, inoltrando i dati ad una sala operativa o ad un altro PSAP. L’MSD include: a) orario dell’incidente; b) localizzazione del veicolo; c) direzione di marcia.

L’eCall, che, come più volte detto, sarà obbligatorio dal marzo 2018, per tutte le auto di nuova immatricolazione, è testato in Italia sin dal 2010, dapprima attraverso la partecipazione al progetto HeEro1, durante il quale è stato abilitato alla ricezione delle chiamate eCall il PASP di Varese ed è stata abilitata la rete telefonica fissa e mobile, definendo un codice di istradamento delle chiamate (normativa tecnica di interconnessione nazionale ST763-3) per veicolare le informazioni della chiamata di emergenza e l’OP_ID di origine per la localizzazione della chiamata, ed ora attraverso il progetto I_HeERO (vedi articolo "I_HeERO, un nuovo progetto europeo sugli ITS").
Lo schema sotto riportato schematizza quanto in essere a Varese in termini di capacità di ricezione e gestione di chiamate eCall. In particolare il “MEB” (MSD Extractor Box), il componente fondamentale del sistema sviluppato all’interno del progetto HeEro1.
Proto03Date le caratteristiche sia del sistema eCall stesso che dell’infrastruttura realizzata per il Psap/CUR di Varese è pensabile che almeno in prima istanza quest’ultimo possa fungere da unico Hub italiano per la ricezione delle chiamate eCall da qualunque territorio provengano. Ovviamente perché questo possa essere realizzato dovranno essere coinvolti tutti gli MNO (Mobile Network Operator) e il gestore della rete di consegna delle chiamate di emergenza, fermo restando la possibilità di pensare a regime ad un modello decentrato in grado di gestire anche le chiamate di soccorso dei TSP non solo e necessariamente correlate al soccorso stradale.
Il sistema, una volta implementato, potrà aiutare a raggiungere l’obiettivo di ridurre del 50% il numero di feriti gravi e di morti sulle strade. Ricevere un avviso immediato del verificarsi di un incidente e della sua esatta localizzazione può ridurre i tempi di risposta dei servizi di emergenza di oltre il 50% e grazie a tale risparmio di tempo si stima che l’eCall contribuirà a salvare fino a 2.500 vite ogni anno ed a ridurre la gravità delle ferite in migliaia di casi. Arrivare più rapidamente sul luogo di un incidente porta, inoltre, benefici anche alla mobilità: ripristinando la circolazione più velocemente si riducono le possibilità di incidenti secondari, diminuiscono i tempi di congestione ed i rallentamenti e, di conseguenza, si riduce anche il consumo di CO2.
La sicurezza dei trasporti stradali è una questione di importanza fondamentale se si considerano i numeri di seguiti riportati: nel 2013 sulle strade dell’Unione Europea sono morte circa 26.000 persone ed i feriti sono stati 1,4 milioni, di cui più di 100.000 con danni gravi permanenti. Tali numeri generano un costo altissimo per la società, da qui la sempre maggiore attenzione verso servizi come l’eCall, come comprovano   i numeri della tabella successiva:

Proto04

Rispetto alle specifiche problematiche attinenti le risorse di numerazione, la questione, qualora il PSAP possa richiamare il dispositivo eCall presente nell’autovettura, è l’individuazione di appropriate soluzioni di numerazione E.164, anche in termini di quantità, oltre alla necessità di definire nuovi standard tecnici. maa la discussione è ancora aperta a livello europeo in ambito CEPT sebbene la spinta del settore automobilistico e non solo rendano necessaria quanto prima una decisione.
A fronte delle iniziative delle case automobilistiche impegnate oramai nella produzione di sistemi attivi e passivi per aumentare la sicurezza dei veicoli e limitare il rischio di incidenti o per lo meno i loro effetti negativi (ma non solo), sul fronte istituzionale, oltre a risolvere o per lo meno affrontare le problematiche regolamentari, è necessario lavorare anche ad un miglioramento della infrastrutture, all’istallazione di sistemi di monitoraggio ed ausilio al traffico ed investire nella prevenzione aumentando il livello di educazione stradale, come chiede da tempo l’Unione Europea.  
Certamente a fronte degli indubbi benefici che potranno essere portati dall’introduzione di tali sistemi ed applicazioni è prevedibile che le innovazioni conseguenti a tale introduzione potranno determinare mutazioni significative dei modelli di business, di mercato, delle politiche sociali tradizionali e, quindi, che tutte queste modifiche possano avere anche implicazioni etiche e giuridiche del tutto inesplorate, tanto da rendere oramai necessaria una specifica regolamentazione sulla robotica, soprattutto se si pensa nel settore automobilistico ai veicoli autonomi o driverlessDa qui l’esigenza di essere preparati non solo sul piano degli standard tecnici applicabili, ma soprattutto sul piano normativo/regolamentare attraverso un approccio integrato e  sinergico che consenta di affrontare adeguatamente le sfide che lo sviluppo di tali servizi ci (im) pone.
Certamente non si può fermare il cambiamento, bisogna, però, imparare (ed in fretta) a gestire la sua complessità, altrimenti si rischia solo una gran confusione.

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