Domenica, 25 Giugno 2017
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Smart and Green Mobility: verso una mobilità partecipata e sicura

#Green Economy

Uno dei settori che gode maggiormente dei benefici derivanti dall’applicazione della IoT è certamente quello della mobilità che è diventato uno dei settori di intervento strategico non solo per le telco (ed OTT), per car makers e produttori dell’indotto, ma per l’intero sistema Paese, in quanto porta non solo un aumento della produttività e della competitività nel comparto, migliori servizi per i cittadini, sia in termini di costo che di qualità, accessibilità a servizi avanzati, anche per soggetti in digital divide, ma soprattutto maggiore sicurezza sulla strade, ponendosi come obiettivo la prevenzione degli incidenti (il 95% dei quali è dovuto ad errori umani), ma anche il miglioramento del traffico e la riduzione dei consumi e, quindi, dell’impatto ambientale, sia in termini di quantità di emissioni di CO2, che di rumore.

Se da un lato, infatti, la filiera Automotive costituisce uno dei pilastri industriali e di sviluppo del sistema Paese, dall’altro tali e tanti sono i problemi che pone in termini di Sicurezza – Congestione delle strade – Ambiente, che non è più differibile un approccio integrato per sviluppare una mobilità sostenibile. Tra le applicazioni per la sicurezza stradale un ruolo prioritario rivestono non solo i sistemi di tracciamento delle merci (si pensi a merci di pregio o pericolose) e dei veicoli, ma anche i sistemi di ausilio alla guida e gestione delle emergenze come l’eCall (tra i servizi M2M non IP based), per l’implementazione del quale l’Unione Europea ha imposto una scadenza:

“L’eCall è l’esempio perfetto di un progetto sviluppato dalla Ue per salvare vite umane. Adesso la legge permetterà di fornire vantaggi reali grazie alle tecnologie digitali”, ha detto Günther H. Oettinger, commissario Ue all’Economia Digitale, a seguito della decisione del 28 aprile 2015 del Parlamento Europeo di rendere obbligatorio l’eCall dal marzo 2018 per tutte le auto di nuova immatricolazione.

In caso di grave incidente una chiamata eCall viene avviata automaticamente (o manualmente dagli occupanti del veicolo) dal dispositivo veicolare, creando una connessione vocale che invia automaticamente un messaggio dati (MSD) relativo all’incidente. La chiamata, identificata come eCall dalla rete mobile, viene istradata al PSAP (Public Safety Answering Point) che decodifica l’MSD ricevuto ed avvia la gestione dell’incidente, inoltrando i dati ad una sala operativa o ad un altro PSAP. L’MSD include: a) l’orario dell’incidente; b) la localizzazione del veicolo; e c) la direzione di marcia.

Ma grazie alle nuovo tecnologie da un veicolo meramente connesso ci si proietta verso un veicolo cooperativo, in cui l’automobile diventa sensore e fonte di informazioni di traffico e di sicurezza, operante su una piattaforma telematica «aperta ed integrata», in cui il dispositivo di bordo, che implementa l’eCall, può essere usato per abilitare anche altri servizi a valore aggiunto nello spirito della direttiva UE ITS (Direttiva 2014/40/CE del 6.7.2010) con l’obiettivo di avere un Paese più veloce, più informato, più sicuro, più smart. I dati così raccolti alimentano centri di controllo e supervisione che attraverso enabling platforms possono gestire in misura coordinata le esigenze di sicurezza in mobilità, ma anche quelle della sicurezza urbana e del territorio. Sotto tale profilo il tema delle Smart Mobility si intreccia con la realizzazione delle cd reti PPDR (Public Protection and Disaster Relief): si tratta di reti radio a banda larga progettate per poter rispondere all’esigenza di un’infrastruttura radio efficiente, in grado di supportare le operazioni di soccorso su vasta scala, che possano derivare da eventi emergenziali di qualunque tipo, sia di tipo naturale (per es. vaste inondazioni, incendi, frane ecc.) che legati ad attività umane (per es. di matrice terroristica ecc.). Le operazioni di protezione civile e/o di pubblico soccorso utilizzano in modo pesante l'accesso ai dati distribuiti sui database delle organizzazioni coinvolte nella gestione delle emergenze - come la polizia, i vigili del fuoco, la protezione civile (nelle sue declinazioni centrali e regionali) e l’emergenza sanitaria. Le reti PPDR devono essere in grado di gestire volumi elevati di scambio dati in modo sicuro: queste informazioni comprendono, infatti, immagini, mappe e progetti architettonici degli edifici. Allo stesso modo il flusso di informazioni di ritorno da unità in campo per i centri di controllo operativi dovrà essere trattato con analoga priorità: durante una situazione di emergenza, le Autorità responsabili del soccorso sono tenute a prendere decisioni che sono indubbiamente influenzate dalla qualità e dalla tempestività delle informazioni ricevute.

In una visione utente – centrica - come detto – sono gli stessi cittadini o city user in generale a diventare fonte di dati e di informazioni e dovranno essere coinvolti dalle pubbliche amministrazioni nella valutazione delle politiche di mobilità sostenibile. In questo percorso di avvicinamento alla “città del futuro” e per il superamento del suddetto gap socio-culturale, un ruolo da protagonista nel settore della mobilità lo svolgono certamente le tecnologie mobili. I cittadini smart, infatti, utilizzano sempre più il telefono cellulare per interagire e fruire dei servizi della città: dall’entertainment promosso in città, alle informazioni turistiche, fino ad arrivare ai servizi della Pubblica Amministrazione o della Sanità. Ma il settore che più di altri, però, sta sfruttando le peculiarità del cellulare è per l’appunto quello della mobilità. Si pensi all’acquisto del ticket per il bus o la metro, al pagamento del parcheggio, al pagamento dei permessi per l’accesso alle ZTL, effettuabili tramite cellulare, anche con addebito dell’importo sul credito telefonico. In tale settore alcune innovative tipologie di servizi non avrebbero addirittura potuto neanche essere immaginate senza l’ausilio delle tecnologie mobili, come ad esempio i servizi di car sharing e ride sharing: nelle città di Milano, Firenze, Roma e Torino, ad esempio, è possibile prendere una macchina in prestito, pagare per il tempo di utilizzo e lasciarla praticamente in qualsiasi punto della città, il tutto utilizzando e pagando con il cellulare in modo smart.

L'informazione geografica e il geospatial è l'infrastruttura di base per la crescita delle smart cities, in special modo nelle città storiche.

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