Giovedì, 19 Ottobre 2017
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Progetto SkyBender: i droni che ci connetteranno

Progetto SkyBender

Diversi progetti sono stati attivati per migliorare la velocità di trasmissione dei dati, come l'uso di uno smartphone super-veloce 5G che pesa 150 chilogrammi sperimentato all'interno di un bus nella città di Stoccolma  o l'utilizzo di droni equipaggiati con pannelli solari che sfruttano le onde radio tra 30 e 300 GHz.

Oggi vi parliamo del progetto SkyBender che prevede l'ulitizzo di droni per fornire una comunicazione aerea sicura e veloce con una velocità di trasmissione 40 volte superiore a quella delle reti di ultima generazione 4G/LTE.

L'idea consiste nel creare un network di droni alimentati ad energia solare, sfruttare la loro permanenza in aeria e nuove soluzioni per connettere le stazioni riceventi a terra, migliorando in questo modo la performance di trasmissione avvicinandosi al 5G.

I primi test sono stati fatti nel Nuovo Messico, con un drone chiamato Solara 50 costruito con dei pannelli solari per autoalimentare la sua permanenza in volo. La comunicazione tra il drone e la stazione a terra viene provata con onde radio comprese tra i 30 e 300 GHz e dai primi test sembra che si possa avere una capacità di trasmissione 40 volte superiore a quella delle reti 4G, LTE, ma siamo ancora alle prime fasi dove bisogna anche migliorare l'ottimizzazione dei processi.

Ricordiamo anche il progetto Loon (durata 2 anni nel territorio statunitense), ovvero il progetto dei palloni aerostatici per portare la connettività dove manca, dove c'è ancora il digital divide; questo progetto introduce una novità di Loon, ovvero quella di aver eliminato il modem a terra che aveva il compito di decodificare il segnale, infatti il segnale viene inviato dai provider direttamente ai palloni i quali avranno il compito di decodificare i segnali e successivamente coprire l’area sottostante con la rete LTE.

La tecnologia IMT-2020/5G è prevista al debutto entro i prossimi quattro anni con la promessa di connessioni cellulari da 20 Gigabit al secondo.

(Fonte: Google Blog)

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