Mercoledì, 23 Agosto 2017
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Una nuova rete di tipo bottom up: "The Things Network"

#TheThingsNetwork

Un nuovo progetto dall'approccio bottom up si sta man mano diffondendo in tutta Europa e non solo, il suo nome è "The Things Network", ovvero la "Rete delle Cose"; il primo avvio risale ad Agosto 2015 presso la città di Amsterdam, ovvero la città dell'ideatore del progetto Wienke Giezeman. Al momento, ci sono 33 città del mondo coinvolte tra cui anche la nostra Milano.

The Things Network ha come obiettivo finale la creazione di una rete di Internet delle Cose aperta, libera e decentralizzata, fatta dalle persone.

Il progetto è stato sviluppato grazie ad una raccolta fondi (crowdfunding) fatta su una nota piattaforma e successivamente deve il successo all'introduzione di dispositivi standard come il LoRaWANTM, di cui vi abbiamo già parlato in passato con un nostro articolo "Come i cittadini ti connettono una città in poco tempo"

Buona la risposta del crowdfunding ed ottima la partecipazione dei cittadini che vede trasformare Amsterdam in una «connected city»; in poco più di un mese, un numero sufficiente di abitanti di Amsterdam ha acquistato, installato moderne attrezzature di rete e coperto la città con una rete di dati di Internet of Things. 

I casi d’applicazione non mancano: si spazia dal monitoraggio delle navi in transito sui canali ai rilevatori di riempimento dei cestini dei rifiuti, fino ai sensori per favorire una mobilità intelligente, l'uso delle funzionalità GPS del network per i dispositivi “trova-oggetti”; tutto questo senza dimenticare il primo progetto pilota che ha coinvolto numerosi proprietari di barche, ai quali è stato chiesto di installare dei piccoli rilevatori sul fondo della barca, in grado di inviare degli alert via sms a una società di manutenzione, quando il livello dell’acqua all’interno dello scafo (causa perdite o pioggia eccessiva) si avvicina ai limiti di sicurezza.

La tecnologia LoRaWAN™ ha un forte potenziale e dei costi ridotti (la città di Amsterdam è stata interamente coperta con una spesa di circa 10 mila euro), orientata verso le comunicazioni machine to machine e le applicazioni smart city; non a caso è stata al centro dell’attenzione dell’ultimo CES di Las Vegas, infatti questa tecnologia permette di creare reti tra oggetti, con un raggio d’azione di circa 10 Km, senza dover ricorrere alle reti WiFi o 3G/4G. In altre parole, non è necessario disporre di codici di accesso alle reti né pagare le mobile subscription richieste dalle reti 3G/4G. Altro elemento vincente degli apparati LoRaWAN è rappresentato dal basso consumo energetico: un singolo dispositivo funziona per 3 anni, con una singola carica.

I cittadini che decidono di aderire possono scaricare l’app gratuita, accedendo al network e contribuendo alla sua espansione, oltre a disporre di un’interfaccia per tenere sotto controllo i propri sensori o apparati. Il modello alla base del progetto prevede una modalità peer-to-peer, per cui ogni cittadino crea un “nodo” sul quale fa perno la copertura di un’area cittadina.

The Things Network è approdato anche in Italia, per essere esatti a Milano. Numerose le applicazioni e i servizi che potranno essere sviluppati e integrati nei progetti smart city della città: dal monitoraggio della qualità dell’aria, ai sensori per favorire una mobilità intelligente, dal monitoraggio di aree soggette ad allagamenti al controllo energetico degli stabili comunali, dalla gestione intelligente della pubblica illuminazione al monitoraggio delle infrastrutture critiche.

Il progetto è in espansione e le potenzialità offerte sono illimitate, vi terremo aggiornati!

(Fonte: Agenda Digitale)

L'informazione geografica e il geospatial è l'infrastruttura di base per la crescita delle smart cities, in special modo nelle città storiche.

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