Martedì, 22 Agosto 2017
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I_HeERO, un nuovo progetto europeo negli ITS

I_HeERO

Sulla scia dei precedenti progetti HeERO1 e HeERO2, 12 Stati membri e 61 partners privati hanno deciso di presentare tra le iniziative finanziabili sul programma di finanziamento CEF (Connecting Europe Facility – strumento finanziario attivato per migliorare le reti europee nei settori dei trasporti, dell'energia e delle telecomunicazioni) un nuovo progetto sull’eCall, denominato I_HeERO (noto anche come HeERO3).

Il progetto I_HeERO è stato di recente approvato dall’organo di valutazione e si prevede che diventerà operativo a breve, per una durata complessiva di 2 anni (fine del 2017).
Anche l’Italia partecipa al progetto con un consorzio di 12 partner. L’obiettivo principale del progetto è quello di validare una architettura-modello per la ricezione delle chiamate eCall, ovvero il  sistema di chiamata automatica in caso di incidente, e la trasmissione delle informazioni al PASP (Public Answering Safety Point) competente per territorio. Tale modello potrà, quindi, essere adottato per il dispiegamento del servizio eCall nel sistema pubblico dell’emergenza su scala nazionale, considerando che a partire dal marzo 2018 tutte le automobili di nuova immatricolazione avranno l’obbligo dell’eCall a bordo.  
L’esperienza fatta e i risultati positivi ottenuti nel precedente progetto HeERO1 (2010-2013) sembrano sostenere l’ideazione di un modello che prevede un unico PSAP di 1° livello, abilitato all’eCall (salvo duplicazioni per motivi di backup o bilanciamento del traffico), in grado, a valle della ricezione delle informazioni contenute nel MSD (Minimum Set of Data), di trasmettere la “scheda contatto” al PSAP di 2° livello più prossimo al luogo dove si è verificato l’incidente e di trasferirvi la chiamata voce.
In questa ottica nel progetto I_HeERO sarà sperimentata l’integrazione tra il PSAP di Varese (PSAP 1° livello già abilitato all’eCall con il progetto HeERO1) e quello di Trento (che agirà sia come PSAP di 1° livello che come PSAP di 2° livello). Una particolare attenzione sarà data, quindi, nel progetto I_HeERO all’integrazione dei dati, sia a livello di protocolli di scambio automatici, sia a livello di modelli organizzativi comuni e condivisi tra i PSAP, ma  non solo.
Riguardo al tema della integrazione dei dati sarà, infatti, valutata la possibilità di ricevere da parte del PSAP 1° livello, abilitato all’eCall, le comunicazioni fornite non solo da altre forze di polizia, come ad es. la polizia municipale, o da soggetti che svolgono, comunque, servizi di pubblica utilità, come la Guardia Costiera per il soccorso in mare, ma anche da società private che forniscono servizi assimilabili all’eCall (come i TSP – Third party Service Providers), attraverso la creazione di una interfaccia comune e condivisa tra PSAP e TSP che agevoli e renda più efficiente la gestione delle emergenze, sia sotto l’aspetto qualitativo che delle tempistiche di intervento, affidando, ad esempio, ai TSP il compito di filtrare le chiamate false o commesse per errore (eventualmente non solo nel settore del soccorso stradale e non necessariamente ed esclusivamente per utenza contrattualizzata).  
Quanto descritto fino ad ora impone che il PSAP di 1° livello, abilitato all’eCall, abbia la capacità di trasmettere l’informazione ricevuta (o dalla “scatoletta eCall” o dal TSP) al PSAP di 2° livello competente territorialmente (ovvero quello più prossimo al punto dell’incidente) attraverso la VPN (Virtual Public Network) delle emergenze per la componente “dati”.. Esiste, tuttavia, per la parte “voce” la necessità di abilitare il PSAP di 1° livello, abilitato all’eCall, al trasferimento della chiamata a tutti i PSAP di 2° livello operanti su scala nazionale, da cui la conseguente necessità di avere  la disponibilità di una banca dati di numeri da contattare, oltre che la definizione di regole di ingaggio tra i TSP ed i PSAP di 1° livello. A tal riguardo si sta  lavorando alla definizione di un protocollo di collaborazione che indichi i prerequisiti dei TSP, affinchè siano riconosciuti dai PSAP, e gli standard per l’accesso ai servizi di risposta alle chiamate di emergenza erogati dalle centrali uniche di risposta attive sul 112 NUE che i TSP devono rispettare.
Con il progetto europeo I_Hero ci si è posti, altresì, l’obiettivo di estendere l’ecall system ai mezzi pesanti ed alle due ruote e di valutare l’interazione con piattaforme logistiche e con quelle infrastrutture di comunicazione che consentono lo scambio di dati ed informazioni tra i veicoli (V2V) e tra i veicoli e le infrastrutture di trasporto  (V2I). Trattasi di sistemi “cooperativi”, già presenti sull’A22 (autostrada del Brennero) dove avrà luogo il test sperimentale, utilizzati ed utilizzabili non solo per la sicurezza preventiva sulle strade e l’efficienza del traffico, soprattutto in condizioni atmosferiche avverse, ma anche per valutare lo stato dell’infrastruttura stradale, al fine di ottimizzare le operazioni di manutenzione e l’approntamento di idonee e tempestive misure atte a migliorare la fruibilità dell’infrastruttura stessa, o lo stato di occupazione dei parcheggi o i livelli di inquinamento nell’aria. Da un veicolo meramente connesso ci si proietta verso un veicolo cooperativo, in cui l’automobile diventa sensore e fonte di informazioni di traffico e di sicurezza, operante su una piattaforma telematica "aperta ed integrata", in cui il dispositivo di bordo, che implementa l’eCall, può essere usato per abilitare anche altri servizi a valore aggiunto nello spirito della direttiva UE ITS (Direttiva 2014/40/CE del 6.7.2010), con l’obiettivo di avere un Paese più veloce, più informato, più sicuro, più smart.

In considerazione delle scadenze imposte dalla legislazione comunitaria il sistema eCall, lato pubblico, dovrà, come detto, essere pronto ed operativo su scala nazionale (ed europea) da ottobre 2017 (lato automotive da marzo 2018) ed il progetto I_HeERO, da questo punto di vista, certamente costituisce una formidabile opportunità di sperimentazione di un modello di dispiegamento del servizio, ma dovrebbe/potrebbe essere anche una occasione propizia per creare un sistema di gestione dell’emergenza automobilistica più integrato, moderno ed efficace, anche se ancora molto sembra doversi fare non solo nella gestione delle chiamate d’emergenza, con l’attivazione di PASP di 1° livello (o CUR - Centrali Uniche di Risposta secondo la previsione dell’art. 8, comma 1, della legge 7 agosto 2015, n. 124, recante “Deleghe al Governo in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche”) adeguati su tutto il territorio nazionale, ma anche sotto il profilo dell’integrazione tra eCall pubblico ed i fornitori di assistenza privata per le emergenze automobilistiche e non solo

DProto1Mentre, infatti, la legislazione comunitaria sin dal 2010 con la Direttiva 2010/40/CE del 6.7.2010 sull’Intelligent Trasport System ha considerato «azione prioritaria» la predisposizione armonizzata su tutto il territorio della Unione Europea del servizio eCall e con il Regolamento delegato UE n.305/2013 ed il successivo Regolamento UE n.758/2015 del Parlamento europeo e del Consiglio del 29 aprile 2015, relativo ai requisiti di omologazione per lo sviluppo del sistema eCall di bordo basato sul servizio 112, ha previsto anche delle specifiche per i PSAP degli Stati Membri, in modo tale che siano in grado di ricevere e gestire in modo adeguato le chiamate eCall, nel nostro ordinamento, al di là della progettualità spesa per partecipare ai progetti HeERO, sembra mancare ancora a livello istituzionale una reale consapevolezza di come l’applicazione delle tecnologie informatiche e della comunicazione ai sistemi di trasporto, alle infrastrutture, ai veicoli ed alla gestione del traffico e della mobilità in generale costituisca una dei settori di intervento strategico non solo per il settore delle comunicazioni in senso ampio, per car makers e produttori dell’indotto, ma per tutto il sistema Paese, portando un aumento della produttività e della competitività nel comparto, migliori servizi per i cittadini, sia in termini di costo che di qualità, accessibilità a servizi avanzati, anche per soggetti in digital divide, riduzione dei consumi e dell’impatto ambientale, sia in termini di quantità di emissioni di CO2 che di rumore, ma soprattutto assicurando maggiore sicurezza.
Se si considera che il 95% degli incidenti stradali è dovuto ad errori umani, appare palese come tra le applicazioni per la sicurezza stradale un ruolo prioritario rivestano i sistemi di ausilio alla guida e gestione delle emergenze, come l’eCall (da annoverare tra i servizi M2M non IP based), che la legislazione comunitaria ha identificato - come detto - tra le azioni prioritarie con la direttiva ITS, ma va considerata anche l’importanza che possono avere tra le applicazioni ITS i sistemi di tracciamento delle merci di pregio o pericolose e dei veicoli, così come l’uso ottimale dei dati relativi alle strade, al traffico ed alla mobilità, affinchè si possa raggiungere l’obiettivo di una mobilità sostenibile, visto il deficit infrastrutturale che caratterizza il nostro Bel Paese.

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