Martedì, 12 Dicembre 2017
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Technology

Big Data, patrimonio culturale e turismo al #TFA2016

#TFA2016

In che modo le informazioni influenzeranno il turismo dei prossimi anni?

ICT e Turismo sono un tema enorme, e riguarda molteplici domini dell’esperienza turistica, che spaziano dalla cosiddetta Consumer Intelligence all’ eLearning, passando per il Management dei Dati, la creazione di siti web legati al turismo, i nuovi format comunicativi (vlog), il Marketing di prossimità e, più in generale, la gestione delle infrastrutture materiali ed immateriali relative sia all’esperienza turistica in senso stretto, che alla gestione del territorio (GIS) che a quella della mobilità. Con riferimento a quest’ultimo campo, si pensi, a esempio, ai cambiamenti che la commercializzazione di veicoli auto-guidati potrebbe apportare all’esperienza turistica, al livello di attrattività turistica che potrebbero raggiungere le prime località ad adottare un tale tipo di mobilità (e, per il nostro Paese, all’ampliarsi del divario nord-sud in termini di dotazioni strutturali).

Tra tutte le applicazioni possibili, tuttavia, tra i temi più interessanti sono quelli che trasformano, letteralmente, il mondo in una fonte inesauribile di informazioni. È noto, ormai, che le moderne tecnologie e l’utilizzo massivo di smartphone e tablet concorrono a generare un enorme flusso di dati soft, la cui raccolta, analisi e interpretazione permette di avere insight in tempo reale sul comportamento, le preferenze e le opinioni dei consumatori. Altrettanto note sono le tecnologie che permettono di ricavare ugualmente massicce dosi di informazioni dal territorio, dallo stato di salute dell’ambiente costruito alle interazioni tra ambiente ed essere umano. In che modo queste informazioni cambieranno il nostro modo di viaggiare? Quali implicazioni avranno sulla selezione delle nostre mete, sulla scelta dei servizi da acquistare, sui luoghi da visitare? In che modo cambieranno le nostre interazioni con i luoghi di interesse culturale?

Senza ombra di dubbio molti cambiamenti sono già visibili, uno dei quali è rappresentato dallo slittamento di alcune azioni (pianificazione, selezione dei servizi, individuazione delle mete all’interno di un territorio) dalla fase di pre-viaggio alla fase di viaggio, così come l’anticipazione alla fase di viaggio di altri elementi tipici della fase di rientro (storytelling e condivisione). Questi cambiamenti di tipo strutturale, devono portare ad una altrettanto rapida modifica delle modalità attraverso le quali le destinazioni, soprattutto quelle a carattere culturale, raccontano se stesse prima, durante e dopo la fase di visita.

Se le decisioni assunte nella fase di pre-viaggio si limitano alla scelta della destinazione e alla struttura ricettiva, tutto il comportamento di viaggio può divenire potenzialmente il risultato di un’interazione tra i turisti e la destinazione stessa. Questo apre nuovi scenari strategici e di riposizionamento commerciale, soprattutto per le località minori, come la realizzazione di servizi personalizzati sulla base degli interessi mostrati dai viaggiatori come desumibili dalle analisi semantiche del loro traffico Internet, ottenibili attraverso la fruizione di reti wi-fi cittadine gratuite e open.

La realizzazione di un set d’offerta turistica personalizzato, non solo nella selezione dei punti di attrazione, ma anche nelle modalità di fruizione dei luoghi della cultura potrebbe costituire sicuramente un vantaggio competitivo. Si pensi, a esempio, a come la narrazione di un luogo come le Terme di Caracalla può variare tra un visitatore appassionato di Cultura Romana, un appassionato di musica o un bambino. O ancora come un museo possa sfruttare il web semantico per proporre ai propri visitatori itinerari di vista personalizzati sulla base delle ricerche realizzate in termini di correnti artistiche da parte del singolo visitatore, e come questi itinerari possano essere corredati di un excursus musicale coerente con le opere esposte. Ma questo non riguarda soltanto le strutture museali, ma anche le imprese culturali e creative, soprattutto attive nel comparto moda e artigianato, che potrebbero trovare un nuovo modo di dialogare con i flussi in incoming con una maggiore inclinazione di spesa come Singapore, Hong Kong e Cina, che oggi seguono itinerari standardizzati, ma non è detto che questo rimanga così.

Tutto questo è realtà. Oggi.

Non si è parlato di futuri possibili, ma di opportunità concrete per il riposizionamento di quelle strutture e di quelle destinazioni che non rientrano negli itinerari turistici tradizionali. Si è parlato di azioni programmatiche (e non) che potrebbero fornire una risposta efficace al divario tra la crescita di flussi in entrata e i livelli di spesa turistica in Italia.

(A cura di Stefano Monti)

 

 

L'informazione geografica e il geospatial è l'infrastruttura di base per la crescita delle smart cities, in special modo nelle città storiche.

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