Sabato, 21 Ottobre 2017
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La città e le infrastrutture del sottosuolo

Quest’anno l’Associazione AMFM ha dedicato la conferenza annuale al catasto del sottosuolo. Non è quindi un caso che la Conferenza sia stata organizzata in collaborazione con l’Azienda di Servizi Ambientali (ASA SpA) e del Comune di Livorno, complice il bravo Calogero Ravenna che lavora in ASA ma è anche Segretario Generale di AMFM.
Un centinaio di persone hanno animato, il 1° giugno 2015, la sala di Villa Letizia interna al polo universitario di Livorno. Nella prima parte della mattina sono intervenuti, rappresentanti politici del Comune, la Regione Toscana e la Regione Lombardia, l’ASA, Telecom Italia, la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa.
In evidenza la necessità di semplificazione dei processi autorizzativi (es. permessi di scavo o di installazione) che devono essere semplificati non solo dal punto di vista burocratico ma anche attraverso l’utilizzo di procedure informatiche web adeguate. Secondo l’ASA, per le aziende di utility il catasto informatizzato del sottosuolo rappresenta una occasione che può finalmente consentire di aumentare il grado di conoscenza del territorio, di ridurre i costi di manutenzione e, per i comuni, anche un utile strumento di ausilio alla pianificazione urbanistica. Per un comune tipo Livorno questo è ancora più vero visto l’alto grado di e-gov raggiunto che lo pone in evidenza, come comune virtuoso, in molti campi applicativi, dai servizi ai cittadini ai servizi alle imprese e ai professionisti.
Di sicuro rilievo la collaborazione fra la Regione Lombardia, che ha elaborato le specifiche tecniche per le reti di sottoservizi dei DataBase GeoTopografici, a breve specifiche nazionali, e la Regione Toscana. Anche quest’ultima, come la Lombardia, si è dotata di una Legge Regionale che istituisce il sistema informativo del catasto georeferenziato del sottosuolo, e che definisce regole per la mappatura dei lavori e per il quadro degli interventi.
La Regione Lombardia ha inoltre sviluppato un applicativo denominato Multiplan, per condividere via web il catasto del sottosuolo con gli altri stakeholder interessati a questi dati, e che presto sarà “co-usato” dalla Regione Toscana. Sempre la Lombardia sta portando avanti anche il progetto VIRGO che prevede il catasto del sottosuolo in cloud, miglioramenti delle procedure, l’applicazione del concetto di Internet delle Cose per far parlare gli oggetti del sottosuolo e soprasuolo, modelli 3D del sottosuolo, ed il posizionamento di marker come gli RFID.
Tutto questo si dovrebbe allineare inoltre con il Sistema Informativo Nazionale delle Infrastrutture (SINFI) che il Ministero dello Sviluppo Economico sta portando avanti. Anche se non mi è parso chiaro in che modo.
L’intervento di un operatore privato come Telecom Italia era ben inserito in questo contesto, perché finalizzato a mostrare tecnologie sperimentate nell’ambito del laboratorio di Torino sulle Smart City. Tanta tecnologia: sensori, attuatori, reti e nuove reti capillari, concentratori di dati, piattaforme ICT, servizi di controllo. Gli oggetti del sottosuolo e del soprasuolo comunicano fra di loro e informano gli operatori ed il cittadino. Questa è la ricerca applicata al mercato di una azienda privata.
A completare il quadro l’intervento di un istituto di ricerca come la Scuola Superiore Sant’Anna che ha parlato del progetto ICT for Water Management, un cluster di 15 progetti finanziati dalla Comunità Europea sui temi della gestione efficiente delle risorse finalizzata a minimizzare i consumi anche di energia, alla diffusione dell’ICT e del free open source software.
Nella successiva tavola rotonda, che ha occupato l’ultima parte della mattinata, si sono ridiscussi i temi presentati nella sessione precedente. Sono state evidenziate le criticità dovute alla presenza di troppe normative che intervengono con specifiche diverse anche sulle stesse tipologie di dati (reti, strade, DBGT, ecc.) e la mancanza di regole di aggiornamento dei dati, magari anche virtuose.
Il pomeriggio si è parlato delle specifiche tecniche sulle reti di sottoservizi e poi, in una sessione specifica hanno parlato le aziende. Ma di tutto questo ne parleremo in un altro articolo.

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