Il rinvio al 1° ottobre 2027 delle limitazioni strutturali alla circolazione dei veicoli diesel Euro 5 in Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna riapre una questione che va oltre il provvedimento sulla mobilità: come verificare l'effetto reale delle politiche adottate sulla qualità dell'aria?
Un anno in più, ma gli obiettivi ambientali restano
Il decreto-legge pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 28 settembre 2026 sposta dal 1° ottobre 2026 al 1° ottobre 2027 il termine previsto dalla normativa nazionale. Il rinvio non elimina però gli obiettivi di riduzione delle emissioni e rende ancora più importante poter misurare gli effetti delle diverse azioni: dalle limitazioni del traffico al rinnovo del parco veicolare, dal trasporto pubblico agli interventi sulle altre sorgenti emissive.
Osservare gli effetti anche dallo spazio
Rispetto al passato, oggi la valutazione delle politiche per la qualità dell'aria può contare su una disponibilità di dati molto più ampia. Alle indispensabili reti di monitoraggio a terra si possono affiancare osservazioni satellitari, dati meteorologici, informazioni sul traffico e modelli atmosferici, costruendo una lettura più completa dei fenomeni e della loro evoluzione nel tempo.
Il programma europeo Copernicus mette già a disposizione osservazioni e servizi atmosferici utilizzabili per analizzare la distribuzione degli inquinanti su scala territoriale. A questa capacità europea si affiancherà progressivamente IRIDE, il programma italiano di osservazione della Terra, ampliando ulteriormente il patrimonio nazionale di dati e servizi satellitari a disposizione anche della Pubblica Amministrazione.
Dalla norma alla verifica dei risultati
Il rinvio dell'Euro 5 può quindi essere letto anche come un'occasione per rafforzare un approccio più moderno: non limitarsi a stabilire quali misure adottare, ma verificarne gli effetti attraverso dati osservabili e confrontabili nel tempo.
È un terreno nel quale osservazione satellitare, sensoristica urbana, GIS e piattaforme territoriali possono diventare strumenti concreti della Smart City, aiutando le amministrazioni a comprendere se e quanto le politiche adottate stiano effettivamente contribuendo al miglioramento della qualità dell'aria.
Continua nell'ecosistema MediaGEO
- SAQUMAP: il progetto dedicato al monitoraggio delle emissioni inquinanti negli aeroporti – un caso concreto di integrazione tra dati satellitari, centraline a terra, misure sul campo e informazioni meteoclimatiche per il monitoraggio delle emissioni.
- IRIDE, dopo l'apertura dei dati arrivano i servizi geospaziali – il passaggio dai dati di Osservazione della Terra a prodotti e servizi geospaziali destinati anche alla Pubblica Amministrazione.
- IRIDE è operativo: l'ASI apre l'accesso ai primi dati satellitari del programma nazionale – l'avvio della nuova capacità italiana di osservazione e monitoraggio del territorio e dell'ambiente.
